Il Concetto di STOP

    Molto spesso si sente parlare in fotografia di stop (o sue frazioni), ma questo termine che cosa significa?

Beh la parola stop è nata per identificare la distanza tra valori di esposizione. Come abbiamo infatti già visto i tempi, i diaframmi e la sensibilità sono grandezze che hanno i loro valori espressi su una scala. Riprendendo ad esempio la scala dei tempi di scatto:
1/1000 - 1/500 - 1/250 - 1/125 - 1/60 - 1/30 - 1/15 ...

Come si nota il rapporto che c'è tra questi valori è piuttosto ben definito, infatti sono separati da un fattore 2. Cioè se si prende il tempo di 1/500 e il tempo di 1/250, si nota che il primo è la metà dell'altro, ovvero con 1/500 significa che l'otturatore resterà aperto per 0,002 secondi, mentre con 1/250 l'otturatore resterà aperto per 0,004 secondi.
Questo significa che passando da 1/500 ad 1/250 passerà il doppio della luce, per un diaframma e una sensibilità fissati.
Ogni volta che c'è tra diversi elementi della scala dei tempi una distanza con fatture 2 si parla di STOP. Ovvero tra i tempi 1/500 ed 1/250 "c'è uno stop di differenza".
Il concetto di stop può essere anche multiplo, ovvero non riferito solamente a due elementi contigui della scala, ma anche distanti. Ad esempio tra 1/500 ed 1/125 c'è un fattore 4 e quindi la distanza che c'è in stop tra i due elementi è di 2 stop. La cosa può essere generalizzata a piacere, contando 1 stop per ogni raddoppio (o dimezzamento) del tempo di scatto.
Gli stop infatti indicano la distanza lungo la scala, a prescindere dalla direzione. Quindi tra 1/500 ed 1/125 ci sono 2 stop di differenza così come ce ne sono due tra 1/125 ed 1/500. Non è importante stabilire la direzione, l'importante è definire il punto di partenza e quello di arrivo.

Ovviamente però per dare anche un'idea del percorso che si sta facendo, si possono aggiungere due termini che aiutano a capire: aprire e chiudere.
Infatti se si apre di uno stop significa che, nel caso dei tempi, si passa da un tempo più veloce a quello più lento del doppio, come ad esempio da 1/500 ad 1/250.
Contrariamente se si chiude di uno stop si passa, sempre nel caso dei tempi, da uno più lento a quello più veloce del doppio, come ad esempio tra 1/60 ad 1/125

Anche per il diaframma si parla di STOP come intervallo anche per i diaframmi, in particolare i diaframmi nella loro scala sono separati proprio da uno STOP, ovvero il diaframma 4 ad esempio fa passare il doppio della luce del suo valore immediatamente maggiore, 5.6
Riprendendo quindi la scala dei diaframmi:
1; 1.4; 2; 2.8; 4; 5.6; 8; 11; 16; 22

possiamo dire che tra f/2.8 e f/11 ci sono 4 stop di differenza, ovvero che f/2.8 fa passare 16 volte più luce di quanta non ne faccia passare f/11 e vice versa f/11 fa passare 16 volte meno luce di quanta ne faccia passare f/2.8
Anche per i diaframmi si parla di apertura e chiusura di n stop. Ad esempio passando dal diaframma f/4 al diaframma f/5.6 si chiude di uno stop (f/5.6 è più chiuso di f/4), mentre passando da f/11 ad f/2 significa aprire di 5 stop, ovvero f/2 farà passare 32 volte più luce di quanta non ne faccia passare f/11 e vice versa.

Per la sensibilità anche si parla di stop e per capire come, vediamo anche per questa grandezza la sua scala:

100- 200 - 400 - 800 - 1600

come si nota qui i valori sono separati di un fattore 2, stesso fattore dello stop introdotto precedentemente. Anche i valori di sensibilità infatti sono separati da uno stop, quando sono diversi per un fattore 2. Quindi tra 800 e 1600 ISO c'è 1 stop di differenza e tra 100 e 1600 ce ne sono 4.
Aprire o chiudere come termini per la sensibilità non sono effettivamente propri, però possono essere estesi anche a questo parametro. Infatti se si vuole aprire di uno stop, in termini di sensibilità si può decidere di modificare il valore andando su un valore che sia più grande, ad esempio passando da 100 a 200 ISO.
Similmente si può decidere di chiudere di uno stop, andando da un valore più alto ad uno più basso, ad esempio facendo il passaggio da 800 a 400 ISO.

Gli stop però esistono anche il loro frazioni, ovvero ad oggi con le reflex digitali, si è sempre più diffusa la regolazione non per stop interi, ma appunto per frazioni di stop, che possono essere mezzi o terzi di stop.
Questo ovviamente fornisce notevoli vantaggi, perché se prima sulle reflex analogiche vecchio stile, si saltava necessariamente da uno stop ad un altro, oggi si possono usare gradini intermedi tra i due. Ragionando in termini di luce che arriva sul sensore/pellicola, si pensi che passare da uno stop ad un altro significa raddoppiare la quantità di luce che passa, mentre con un terzo o un mezzo stop, si possono fare regolazioni più precise. Infatti potrebbe essere troppo aprire o chiudere di un intero stop.

I menu di molte reflex digitali permettono di impostare appunto se si vuole saltare di stop interi, di mezzi stop o di terzi di stop. Personalmente utilizzo il terzo di stop, per avere il massimo dettaglio possibile in termini di esposizione.

Ma che significa usare i terzi di stop? Beh ad esempio vediamo per la sensibilità cosa accade. Per questa grandezza bisogna prendere un intervallo tra due valori della scala precedente e dividerlo in 3 parti. Ad esempio tra 200 e 400 ISO avremo i seguenti valori:
200 - 250 - 320 - 400

La distanza tra ISO200 e 400 resta sempre di 1 stop, ma tra ISO200 ed ISO320 gli stop sta volta sono 2/3
O ancora si può calcolare la distanza che c'è tra ISO250 e ISO800, in questo caso si avrebbe 2/3 di stop per arrivare a 400 e poi un altro stop per arrivare ad ISO800, quindi la distanza è di 1 stop e 2/3.

Analogamente la cosa può essere fatta con i tempi di scatto. Ad esempio tra 1/500 ed 1/250 abbiamo questi tempi intermedi:
1/500 - 1/400 - 1/320 - 1/250

Anche qui abbiamo la distanza di terzi di stop tra tempi e ad esempio tra 1/500 ed 1/400 abbiamo 1/3 di stop di differenza.

Per chiudere vediamo anche cosa succede ai diaframmi quando si applica la suddivisione in terzi di stop, prendendo ad esempio i valori f/8 ed f/11. Tra questi i valori intermedi sono i seguenti:
f/8 - f/9 - f/10 - f/11

anche qui se vogliamo fare i calcoli di distanze tra diversi valori della scala, possiamo ad esempio calcolare la distanza che c'è tra f/2.8 ed f/9. Beh avremo 1 stop che ci porta ad f/4 da f/2.8; un altro stop ci porta ad f/5.6 e siamo a 2 stop; poi un altro ancora ci porta ad f/8 e siamo a 3 stop. Infine mancano i terzi di stop, in particolare qui bisogna aggiungere 1/3 di stop, che ci porta da f/8 a f/9. La distanza quindi tra f/2.8 ed f/9 è pari a 3 stop ed 1/3.

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