Obiettivi: cosa c'è dentro

    Spesso si sente parlare di obiettivi o zoom, ma cosa sono? Cosa c'è dentro un obiettivo? Tutti gli obiettivi contengono un certo numero di lenti, il cui numero varia per diversi motivi, tra cui la lunghezza focale e la qualità ottica.
Le lenti che compongono le ottiche sono detti elementi e sono raggruppati in gruppi.
Ad esempio il Nikon AF-D 50/1.8 ha uno schema ottico costituito da 6 elementi in 5 gruppi, ovvero è fatto da 5 lenti, suddivise in 5 gruppi. Il numero di lenti e gruppi si indica con una frazione il cui numeratore è il numero di lenti e il denominatore è il numero di gruppi, ad esempio il valore 6/5 indica che la lente è costituita da 6 lenti in 5 gruppi. I gruppi ovviamente non possono essere più degli elementi, al più il loro valore è lo stesso.
Gli schemi ottici sono stati tantissimi, tra i più famosi sengalo il tripletto di Cooke, che con sole 3 lenti è tremendamente definito, oppure gli schemi Planar, Distagon, Tessar o Sonnar, molto ricercati ancora oggi per la loro qualità.

Le lenti erano nei primi esemplari di vetro, che quando lo sviluppo delle materie polimeriche plastiche ancora non era avanzato, permettevano di avere lenti sufficientemente trasparenti. La trasparenza di una lente è un elemento fondamentale nel determinare la qualità dell'ottica nel suo complesso. Nell'attrasversare infatti le diverse lenti che costituiscono lo schema ottico la luce subisce dei fenomeni di attenuazione e rifrazione.
L'attenuazione è dovuta al fatto che sebbene trasparente, questa caratteristica non è mai assoluta e quindi quando la luce passa attraverso una lente, in parte viene riflessa; la parte che viene trasmessa, ovvero quella che attraversa la lente fino a superarla viene diffratta.
Le lenti possono avere 2 forme diverse: concava, convessa. Una lente concava diffonde i raggi di luce verso l'esterno, mentre la lente convessa diffonde i raggi di luce verso l'interno (fonte immagini: Wikipedia):


















Le lenti convesse o concave vengono scelte il numero e posizione in funzione del particolare risultato che si vuole ottenere con la lente.

Ad oggi le lenti vengono fatte in materiale plastico, grazie alle evoluzioni della ricerca sui materiali, che hanno permesso di ridurre di molto i pesi delle lenti, diventate sicuramente più leggere rispetto a quando gli elementi erano di vetro.

Per quanto si possa fare accurata una lente, non è possibile ottenerne una perfetta e quindi si inroducono dei fenomeni che complessivamente andranno a ridurre la qualità della foto che si sta scattando. Ecco allora che le ottiche cosiddette professionali sono più care perché sono costruite con l'utilizzo di materiali migliori che "trattano meglio" la luce che le attraversa, oltre all'uso di schemi ottici magari più pregiati.
Un esempio di qualità della lente è data dal modo con cui questa tratta i diversi colori che compongon la luce. Se questi ad esempio non vengono deviati allo stesso modo si introduce quella che prende il nome di aberrazione cromatica, che detrmina una resa non ottimale dei colori nella foto finale. Come abbiamo già visto c'è anche la trasparenza, che può determinare dei riflessi interni se non perfetta.

Generalmente il numero di lenti (e relativi gruppi) è più basso nelle ottiche fisse ed è più alto negli zoom, in questi in particolare di solito è tanto maggiore quanto più ampia è la cosiddetta escursione focale, ovvero la distanza tra la focale minima e la focale massima di lavoro dello zoom. Bisogna precisare che non si può stabilire se il numero di lenti alto è un vantaggio o uno svantaggio, nel senso che non possiamo pensare a priori che uno zoom o una lente che ha più elementi di un'altra sia necessariamente peggiore. Una lente professionale può avere magari 10 elementi in 7 gruppi ed essere migliore di una lente entry level con 8 lentri in 6 gruppi. Nel pensare quindi all'acquisto di una lente, il numero di elementi e gruppi non è un indice assoluto della qualità dell'ottica.

3 commenti:

  1. ciao! interessante! vorrei sapere, come vengono mosse le lenti in un'ottica motorizzata? conosci magari qualche articolo che dettagliatamente e con immagini, proprio come questo scritto da te, spiega la cosa? grazie!cristina

    RispondiElimina
  2. Ciao Cristina e innanzitutto grazie del tuo commento. Hai mai visto come lavora un'ottica come i 18-55 di Nikon e Canon che vengono venduti nei kit entry level? Queste lenti non hanno il fuoco interno, ma c'è la lente frontale che ruota quando si preme a mezza corsa il pulsante di scatto, fino a quando appunto non mette a fuoco. Questo movimento viene fatto da un motore che viene o mosso dalla macchina fotografica, se la lente NON è motorizzata, o altrimenti la macchina fotografica fornisce tramite la batteria la corrente necessaria per far funzionare un motore interno all'ottica che provvede a muovere la lente di messa a fuoco.

    Spero di aver risposto alla tua domanda, in ogni caso qui sul blog trovi anche un post sulle differenze tra ottica motorizzata o meno.

    Fammi sapere se c'è qualcosa che non ti torna

    Ciao

    Alessandro

    RispondiElimina
  3. Ciao Cristina e innanzitutto grazie del tuo commento. Hai mai visto come lavora un'ottica come i 18-55 di Nikon e Canon che vengono venduti nei kit entry level? Queste lenti non hanno il fuoco interno, ma c'è la lente frontale che ruota quando si preme a mezza corsa il pulsante di scatto, fino a quando appunto non mette a fuoco. Questo movimento viene fatto da un motore che viene o mosso dalla macchina fotografica, se la lente NON è motorizzata, o altrimenti la macchina fotografica fornisce tramite la batteria la corrente necessaria per far funzionare un motore interno all'ottica che provvede a muovere la lente di messa a fuoco.

    Spero di aver risposto alla tua domanda, in ogni caso qui sul blog trovi anche un post sulle differenze tra ottica motorizzata o meno.

    Fammi sapere se c'è qualcosa che non ti torna

    Ciao

    Alessandro

    RispondiElimina