Obiettivi: il rapporto di riproduzione

    Dopo aver visto cos'è la lunghezza focale occorre spendere due parole su quello che è il rapporto di riproduzione di una lente. Abbiamo visto che un obiettivo di focale lunga ha un angolo di campo stretto, ovvero permette di isolare dal contesto magari un oggetto; lo stesso oggetto, abbiamo visto, con una focale corta invece sarebbe immerso nel contesto.
Immaginiamo ora di metterci ad una distanza fissa da una persona, immaginiamo di montare una focale da 105mm e di scattare in verticale supponendo che si inquadri tutta la persona, dalla testa ai piedi.
Se ora, RESTANDO FERMI, cambiamo ottica, accorciando la focale, ad esempio montando un 35mm.Che cosa succede se riscattiamo la foto? Beh rispetto ai 105mm sicuramente riprenderemo sempre tutta la persona, ma avremo anche molto spazio sopra e sotto di lei, a causa dell'angolo di campo più ampio.
Analizzando la differenza tra le due foto, appare evidente che in quella con i 105mm la persona è stata riprodotta più grande rispetto alla foto fatta a 35mm.

Possiamo allora affermare che, a parità di distanza, le focali più lunghe hanno un rapporto di riproduzione più grande delle focali corte. Come detto la cosa è piuttosto evidente, infatti molti di noi spesso cambiano lente, scegliendo le focali più lunghe, proprio per riprendere meglio un oggetto. Vediamo un esempio con due scatti:

Queste due foto sono state scattate dallo stesso punto, una, quella a sinistra, con una focale corta, mentre quella a destra con una focale lunga. Come vedete la statua in oro nella prima foto è stata riprodotta con una certa dimensione, mentre nella foto con focale lunga è stata riprodotta molto più grande, tant'è che occupa tutta la foto.
Il senso del rapporto di riproduzione legato alla focale è proprio questo.

Possiamo fare anche il discorso inverso, ovvero possiamo dire che se vogliamo mantenere costante il rapporto di riproduzione di un oggetto al variare della focale, dobbiamo allontanarci dal soggetto se allunghiamo la focale, mentre dobbiamo avvicinarci, se riduciamo la focale.

IL RAPPORTO DI RIPRODUZIONE NEI TELEOBIETTIVI
I teleobiettivi sono oggetti a focale lunga e, in base a quanto detto precedentemente, a parità di lontananza dal soggetto, hanno un rapporto di riproduzione maggiore. Ma se invece li considerassimo in assoluto? Cioè se non facessimo il paragone con ottiche a focale più corta, visto che questi obiettivi sono in grado di estrapolare oggetti dal contesto, come li riproducono?
Il massimo rapporto di riproduzione di una lente viene misurato dal costruttore alla minima distanza di messa a fuoco e viene opportunamente indicato sul barilotto della lente. Questa indicazione viene scritta con il numero 1 seguito dal simbolo dei due punti ":" e poi un altro numero. Il numero 1 rappresenta le dimensioni reali dell'oggetto, i due punti sono il segno di diviso e l'altro numero indica quanto grande viene riprodotto l'oggetto nella foto. Facciamo un esempio per capirci, se abbiamo a che fare con un obiettivo che ha come rapporto di riproduzione 1:1 significa che riesce a riprodurre l'oggetto grande esattamente com'è nella realtà. Se l'oggetto cioè è grande 5cm, nella foto occuperà uno spazio pari proprio a 5cm (ovviamente in una stampa al 100% dell'ingrandimento).
Ottiche che invece hanno un rapporto di ingrandimento 1:2 riescono a riprodurre l'oggetto grande la metà e quindi se scattiamo la foto al nostro stesso oggetto di 5cm, questo sarà lungo nella stampa (sempre al 100% dell'ingrandimento) 2,5cm

Il rapporto di riproduzione, detto anche rapporto di ingrandimento, nei teleobiettivi è un parametro non da poco, perché permette di capire quanto effettivamente sia riprodotto, alla minima distanza di fuoco, un oggetto. Spesso i teleobiettivi non arrivano al rapporto 1:1, ma neanche all'1:2 salvo casi rarissimi e molto costosi. Un caso veramente interessante che vi segnalo è ad esempio fornito dal Nikon AF-S 300/4 IF-ED, in commercio da Agosto 2000. Questo teleobiettivo ha un rapporto di riproduzione di 1:3.7. Tanto per avere un'idea considerate che il 300/2.8 in versione AF-S VRII ha come rapporto di riproduzione 1:6,4

Ovviamente questo non è l'unico aspetto su cui valutare l'acquisto di un teleobiettivo, però è sicuramente un elemento da tenere molto in considerazione, specie per quanto riguarda gli usi che se ne vorranno fare. Se ad esempio l'uso è quello della fotografia naturalistica, potrebbe essere interessante avere un'ottica con rapporto di riproduzione non basso.

Per completezza va detto che il rapporto di ingrandimento viene esplicitato dal costruttore anche per le lenti grandangolari, ma ovviamente il suo interesse è minore. Per sua natura infatti abbiamo ormai capito che le focali corte non sono indicate per riprodurre oggetti, visto il loro angolo di campo molto ampio. Ovviamente per queste focali il rapporto è basso, ad esempio per il Nikon AF 24/2.8D è pari ad 1:8,9

RAPPORTO DI RIPRODUZIONE E LE OTTICHE MACRO
Le ottiche macro sono lenti che permettono di ottenere il rapporto di riproduzione 1:1 a distanze molto ravvicinate, ovvero sono oggetti che con basse distanze di messa a fuoco (parliamo di pochi cm), permettono di ottenere le dimensioni reali dell'oggetto. 
A dire il vero però non tutti i macro arrivano al rapporto 1:1, ad esempio in casa Nikon c'è lo zoom AF 24-85/2.8-4 che ha la funzione macro da 35mm in su, ma con rapporto di ingrandimento 1:2. Questo vuol dire che la messa a fuoco arriva a pochi cm dal soggetto, ma la sua dimensione reale è pari alla metà.
Di solito le ottiche fisse macro arrivano al rapporto 1:1, sono gli zoom che soffrono un po'.

Vale la pena sottolineare che le ottiche macro, come detto, arrivano al rapporto di ingrandimento pari a 1, solo alla minima distanza di messa a fuoco. Non è detto che il fotografo si trovi sempre a questa distanza, quindi potrebbe capitare che ci si fermi a rapporti inferiori. Ovviamente il rapporto è comunque elevato se la distanza di messa a fuoco è ridotta e in ogni caso è comunque superiore a quella di ottiche non macro.

RAPPORTO DI RIPRODUZIONE E SENSORE
Una cosa fondamentale da considerare è che il rapporto di riproduzione è una caratteristica dell'ottica, ovvero non dipende assolutamente dal tipo di fotocamera che si usa e dal suo formato. Vale a dire che se si usa una reflex con sensore 24x36 o una reflex con sensore APS-C, il rapporto di ingrandimento della lente NON cambia. 

2 commenti:

  1. quindi ale se immagino di inquadrare un cerchio di diametro 10 cm con il mio 70-300 alla minima distanza di messa a fuoco (dichiara un RR max di 0.25) otterrò un cerchio di 2,5 cm di diametro?

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  2. Per precisare, visto che molti confondono il R/R con il potere di ingrandimento di un obbiettivo.

    ..... il rapporto di riproduzione non indica nessuna caratteristica relativa all'ingrandimento di un obbiettivo!!. Solo la focale (sottolineato) e la distanza del soggetto (sottolineato) sono parametri fondamentali per determinare un ingrandimento. Il R/R indica solamente l'ingrandimento che un obbiettivo ha alla minima distanza dove si arriva a fuocheggiare. Va da se che un 50 mm la minima distanza per un 1:1 è di 50 mm dal punto nodale, un 200 è di 200 e così via. Qualsiasi ottica macro o non macro ha lo stesso ingrandimento. Ed è in funzione della lunghezza focale, non del rapporto di ingrandimento. Se non riusciamo a fuocheggiare al rapporto 1:1 con un ottica perché meccanicamente termina la corsa della messa a fuoco, basta allontanare l'ottica dal piano focale. A parità di lunghezza focale tutti gli obbiettivi del mondo hanno lo stesso R/R se non raggiungibile con la ghiera di messa a fuoco è comunque raggiungibile con un tubo di prolunga o un soffietto.
    Un ottica a focale corta (indipendentemente dal dove termina la minima messa a fuoco) permette di avvicinare il soggetto rispetto ad una lunga, quindi in virtù della vicinanza abbiamo un ingrandimento maggiore rispetto ad una focale più lunga.

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