Pieno formato e formato APS-C

    In fotografia sono diversi i formati fotografici, ovvero le dimensioni del sensore o della pellicola. Bisogna fare una doverosa distinzione tra gli anni, tanti, di storia della pellicola e il neonato sensore digitale, perché se quest'ultimo esiste principalmente in 2 versioni, di pellicole ne esistono davvero tante. In questa sede ci limitiamo a presentare i due formati più diffusi nel digitale ad oggi: il pieno formato e il formato APS-C.

FORMATO 24x36 O PIENO FORMATO
Questo formato ha un'infinità di nomi e sicuramente nell'era della sola pellicola è stato il più diffuso. Si tratta del formato dei rullini per intendersi e i due numeri, 24 e 36, indicano i mm della grandezza del frame fotosensibile. Se si parla di rullino, questo significa che questo è diviso in tanti rettangoli su cui è possibile registrare una foto che hanno come lato orizzontale una lunghezza di 36mm e come lato verticale una lunghezza di 24mm.
Questo formato richiede ovviamente delle ottiche molto particolari, dal momento che devono essere in grado di coprire tutta l'area di questo rettangolo. Tutti i diversi formati infatti necessitano di specifiche ottiche, anche se questo aspetto verrà affrontato più avanti.
Il formato 24x36 è anche detto formato 135mm o formato Leica.

Questo formato è stato anche adottato dal digitale e ad esempio Nikon indica con la sigla FX sensori di queste dimensioni.

Per questo tipo di formato le ottiche considerate normali sono quelle che hanno lunghezza focale pari a 50mm, quindi si parla di teleobiettivi per focali maggiori e di grandangolari per focali minori.

Questo formato ha un rapporto ben preciso tra lato lungo e lato corto, in particolare il lato lungo è una volta e mezzo il lato corto, ovvero si parla di fattore di forma 3:2

FORMATO APS-C
Questo formato esiste da molto tempo ma sicuramente sarà noto ai più per via della sua enorme diffusione nel mondo del digitale. Rispetto al formato precedente, si tratta di un frame più piccolo, ovvero su un rullino APS-C si ha il rettangolo fotosensibile più piccolo, le cui dimensioni sono circa 15,7x23.6 mm.

Questi rullini a dire il vero oggi sono obsoleti, rarissimi se non impossibili da trovare. Di contro la diffusione nel digitale di questo formato è immensa. Le prime macchine fotografiche digitali infatti sono nate proprio con questo tipo di formato del sensore, visti soprattutto i bassi costi di produzione e la possibilità essendo più piccolo di ridurre le dimensioni delle macchine.
Nel digitale Nikon identifica ad esempio i corpi macchina che hanno questo tipo di sensore con la sigla DX.

Canon invece adotta un sensore leggermente diverso, sempre riconducibile al formato APS-C, ma che ha dimensioni pari a 14,8x22,2 mm.

Per i sensori di questo formato esistono ottiche dedicate, ovvero ottiche che sono in grado di focalizzare l'immagine su un rettangolo che abbia queste dimensioni. Ad esempio Nikon indica anche le ottiche con la sigla DX, Canon con la sigla EF-S, Tokina usa DX, Sony usa DT e così via.

Cosa cambia tra un sensore o pellicola APS-C e uno pieno formato? Quali sono le differenze? Cosa significa cioè avere un sensore più piccolo o un sensore più grande?
Proviamo ad aiutarci con l'aiuto di un'immagine:

Il rettangolo in blu indica il sensore 24x36, mentre il rettangolo rosso indica il sensore APS-C. Come si intuisce facilmente, la differenza di dimensioni suggerisce che su un formato 24x36 non si possano usare le ottiche per il formato APS-C, dal momento che, come detto prima, queste sono studiate per focalizzare sul rettangolo rosso in figura, che è evidentemente più piccolo di quello blu.
Vice versa si possono tranquillamente usare ottiche per il formato 24x36 su un formato APS-C, dal momento che il rettangolo su sui queste focalizzano è più grande del sensore APS-C.

Nel primo caso, ovvero usando un'ottica ASP-C su un sensore FX si avrebbe la situazione seguente:

avremmo cioè una parte del frame fotosensibile non coperto dalla luce che arriva dall'ottica e avremmo in questo modo degli angoli neri.
Caso diverso invece quello in cui si usi un'ottica 24x36 su un frame APS-C e in particolare si ha la seguente situazione:

Come si nota qui si ha addirittura troppa luce, tant'è che sul frame fotosensibile ne arriva solamente una parte, quella centrale.
Questo ha un significato molto importante, perché nel caso del digitale (affrontiamo questo aspetto che è il più diffuso oggi) possiamo sicuramente acquistare, se abbiamo un corpo APS-C un'ottica sia DX (in casa Nikon) sia FX (sempre in casa Nikon), ottenendo lo stesso identico risultato. Ovvero un 35mm DX o un 35mm FX ci darà sempre lo stesso risultato in termini di angolo di campo, questo perché se prendiamo il DX sfrutteremo tutta la luce focalizzata da questo sul sensore, se useremo un 35mm sul sensore arriverà la stessa quantità di luce e un po' si disperderà, ma sempre sullo stesso sensore si formerà la foto.
Sia quindi chiaro questo aspetto: la lunghezza focale e l'angolo di campo non cambiano affatto usando un'ottica 24x36 su un sensore APS-C, si ottiene il medesimo risultato. Il 35mm 24x36 è progettato per focalizzare su un rettangolo grande, il 35mm APS-C è progettato per focalizzare su un rettangolo più piccolo, ma sempre di stessa lunghezza focale si tratta!!

C'è sicuramente in vantaggio nell'usare ottiche 24x36 su formato APS-C, infatti come si nota dall'immagine precedente, in questo caso si preleva solamente la parte centrale della luce che attraversa l'ottica, si esclude cioè la quota parte di luce che sta ai bordi, che qualitativamente è la peggiore. La qualità è sicuramente più alta, dal momento che si utilizza solamente la parte centrale della luce.

Prima di passare ad altri formati occorre affrontare un tema decisamente complicato, che crea molte incomprensioni. Il mercato oggi tende a fare un confronto tra formati e in particolare si propone il confronto proprio tra il 24x36 e l'APS-C. Vediamo di che si tratta.
Prima dell'avvento delle fotocamere digitali, come già detto, il formato più diffuso era sicuramente il 24x36, quello dei rullini che sia il professionista sia l'amatore usavano. L'APS-C, sebbene esistesse anche a pellicola, era un formato di nicchia, poco conosciuto. Per favorire allora la clientela ad acquisire familiarità con il sensore ASP-C, che ricordo è stato il primo sensore delle reflex digitali, si è pensato di presentare le caratteristiche di questo formato in rapporto a quelle del 24x36. In particolare bisogna precisare che l'angolo di campo di un'ottica è legato al formato del sensore/pellicola e in particolare si riduce al ridursi del formato. Il formato APS-C quindi avrà generalmente un effetto di riduzione dell'angolo di campo di un'ottica rispetto al formato 24x36.
Questo vuol dire che un'ottica 35mm montata su sensore/pellicola 24x36 avrà un angolo di campo maggiore di un 35mm montato su APS-C e allora vista questa differenza e vista la grande diffusione del sensore 24x36 prima dell'avvento del digitale, il mercato indica qual è il comportamento su APS-C delle ottiche in rapporto al formato 24x36
Restiamo sul 35mm ad esempio, su 24x36 abbiamo visto che questo è un grandangolare, perché ha un angolo di campo più ampio di quello dell'occhio umano, ma su APS-C abbiamo detto che l'angolo di campo sarà di meno per via delle dimensioni del sensore. Siamo quindi sicuri che il relativo angolo di campo sarà sempre più largo di quello dell'occhio nudo? Senza entrare in dettaglio di formule matematiche, facendo una banale ricerca in internet si possono trovare miriadi di siti che permettono di calcolare l'angolo di campo per una data focale, montata su un dato sensore. In particolare per il 35mm su formato APS-C l'angolo di campo è pari a 44° circa contro i 63° circa del 24x36.
Questo decisamente cambia le carte in tavola, perché quella focale di 35mm che noi intendevamo come grandangolare su 24x36 non lo è affatto su ASP-C, anzi è molto simile ad un normale come lente, visto che l'angolo di campo è simile a quello dell'occhio umano.
In particolare c'è un facile fattore di moltiplicazione per fare l'equivalente da APS-C a 24x36: per le fotocamere Nikon è pari ad 1,5; per le fotocamere Canon è pari a 1,6
Questo vuol dire che se si ha una reflex che ha il sensore APS-C e si ha montato su un 35mm, per sapere qual è l'angolo di campo rispetto al 24x36 basta moltiplicare, per 1,5 nel caso Nikon e per 1,6 nel Canon, la focale. In questo modo si ottiene la focale che su 24x36 ha lo stesso angolo di campo di un 35mm montato su APS-C.
Per unu Nikon 35mm si avrebbe allora: 35 x 1,5 = 52,5mm

Ovvero questo significa che l'angolo di campo di un 35mm montato su sensore APS-C è pari a quello di un 52,5mm montato su sensore 24x36.
Sia chiara però una cosa: quello che cambia è solamente l'angolo di campo. Usare un 50mm su APS-C significa avere un angolo di campo di un 75mm e nient'altro (a meno della profondità di campo). Il formato più piccolo non trasforma le lenti, ne determina solamente un angolo di campo più piccolo. Se quindi si pensa che un 50mm possa essere usato al posto di un 85mm su APS-C per fare ritratti (visto che ha un angolo di campo di un 75mm) è un errore colossale. Le ottiche ad esempio da ritratto hanno delle caratteristiche quali la resa dell'incarnato o lo sfocato che non dipendono dalla focale, ma dalla qualità costruttiva. Un 50mm si comporta, per angolo di campo, come un 75mm su APS-C, ma non si trasforma da un momento all'altro in ottica da ritratto. Questo argomento purtroppo genera moltissima confusione, ma ovviamente non si possono fare miracoli cambiando sensore.

Una considerazione ora può essere fatta sul formato dei sensori/pellicole. Abbiamo visto che il formato più piccolo, APS-C, determina un angolo di campo più stretto a parità di focale rispetto ad un formato più grande, infatti il 35mm passa da oltre 60° a poco più di 40°. Questo vuol dire che più il formato fotografico è piccolo e più si penalizzano i grandangolari e più si favoriscono i teleobiettivi.
Per avere infatti angoli di campo ampi, bisogna scendere di parecchio con la focale, arrivando anche a 12mm per avere l'equivalente angolo di campo di un 18mm su 24x36, mentre per i teleobiettivi un "banale" 200mm su APS-C guadagna l'angolo di campo di un 300mm.
Il formato APS-C quindi può essere ad esempio interessante per usi fotonaturalistici o sportivi o per tutti quelli in cui un angolo di campo ristretto sia utile.

Le reflex digitali più recenti hanno iniziato ad essere full frame, ovvero in formato 24x36 con la possibilità comunque di lavorare anche su formato APS-C. La Nikon D700 ad esempio, che in formato pieno lavora a 12MP, permette di scegliere il formato APS-C, lavorando però a 5MP circa.

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