WB: tutto vano se il monitor non è calibrato

    Tutte le regolazioni che si possono fare circa il bilanciamento del bianco sono come detto importantissime per ottenere dei colori riprodotti in modo veritiero, ma tutto rischia di essere vano se non si ha davanti uno schermo calibrato. Che cosa significa calibrare uno schermo? Calibrare uno schermo significa portarlo ad uno stato da noi scelto.
Immaginiamo di scattare una foto e di guardarla sul nostro pc portatile, di marca AX e poi di guardare la stessa foto sul pc fisso di casa con monitor di marca BZ. Secondo voi, quello che si vede, è lo stesso?
La stessa foto cioè, vista su due monitor di marca diversa, sarà visualizzata allo stesso modo? Ovviamente la risposta è no, ci sono caratteristiche di progettazione e costruzione del monitor proprie di ogni casa costruttrice che non ci permetteranno di vedere allo stesso identico modo la foto. Magari uno sarà più bluastro, l'altro più contrastato e così via.
A che cosa serve allora starsi a preoccupare del WB se poi il monitor, oggi strumento principale per rivedere le foto (ha sicuramente rimpiazzato la carta e la stampa), mi fa vedere le foto in modo non realistico?

La domanda è lecita e con uno strumento specifico ed un software che lo gestisce, si può calibrare il monitor. Gli strumenti che si devono collegare al pc sono due:

  • il colorimetro
  • lo spettrofotometro


Il secondo è indubbiamente lo strumento migliore, che permette di ottenere un risultato eccezionale, a fronte però di una spesa tutt'altro che indifferente. Effettuano una lettura dello spettro della luce misurata, mentre i colorimetri sono meno sofisticati, sicuramente meno costosi, ma comunque efficaci per calibrare uno schermo. Un prodotto molto in voga è lo Spyder di Datacolor.

Il vantaggio della calibrazione è che permette di vedere la stessa foto allo stesso modo su qualsiasi monitor, a prescindere da quando è stata scattata, cioè anche tra 10 anni potrete vedere la foto sempre nello stesso modo e soprattutto anche su tutti gli altri schermi calibrati, continuerete a vederla sempre uguale.

La calibrazione è fondamentale per il photoediting, ovvero non ha senso imparare ad usare Photoshop o altro programma di fotoritocco se non si ha davanti un monitor calibrato. Per essere certi che il bianco sia reso bene, che le ombre siano ben leggibili, che i colori siano quelli giusti, si possono sapere tutti i passaggi di photoediting, ma se non li si applica ad un monitor calibrato è tutto perfettamente inutile, perché vedete qualcosa di falsato da come lo schermo, arbitrariamente, ci mostra i colori. Peggio che mai poi i display delle reflex digitali, che non sono da usare per capire se i colori sono azzeccati. Per questa operazione ci sono infatti gli istogrammi RGB.
Spesso sento di persone che si preoccupano di comprare un nuovo corpo macchina o un nuovo obiettivo, ignorando magari l'importanza del colorimetro (o spettrofotometro) e della calibrazione del loro monitor. Un accessorio che quindi dovrebbe essere parte del corredo del fotografo digitale è proprio questo, perché solamente su un monitor calibrato si è in grado di apprezzare VERAMENTE il lavoro svolto.

Altra cosa da non sottovalutare è che calibrando il monitor si ha un risultato più fedele anche in stampa (a patto di calibrare anche la stampante, ma i lab di stampa seri non hanno di questi problemi). Per avere corrispondenza tra quello che si è visto su schermo e quello che si vede su carta, occorre quindi calibrare il tutto.

Una volta comprato lo strumento si passa al software che lo gestisce. Ad esempio Datacolor fornisce per i suoi Spyder un software proprietario che va installato sulla macchina che si vuole calibrare e penserà a tutto lui. Anche in questo caso, cifre diverse corrispondono a prestazioni diverse e soprattutto modelli più recenti danno risultati migliori.
Ma il software può anche essere "esterno", ovvero realizzato da altri, come ad esempio ColorEyes Display, che permette di scegliere il tool che si ha (ad esempio lo Spyder di Datacolor), il tipo di monitor (Apple piuttosto che di altra marca) e provvede poi a gestire la calibrazione dello schermo.


ASPETTI TECNICI DELLA CALIBRAZIONE
L'operazione di calibrazione prevede che venga lanciato il software e che il colorimetro venga posto sullo schermo.
L'interazione di questi due strumenti produce un file particolare che contiene tutto il dettaglio della calibrazione dello schermo.
Questo file deve essere impostato come profilo di colore di default della macchina e quando il pc si avvierà, verrà caricato automaticamente, garantendo la visione corretta dei colori
Questo significa che la calibrazione non modifica le caratteristiche fisiche del monitor, ma carica un set di impostazioni con cui i colori che il monitor continua a mostrarci risultano essere uguali agli standard. In questo modo qualsiasi monitor riproduce una foto allo stesso modo di un altro calibrato.

Fondamentale è capire da subito che ogni monitor ha il suo specifico file (o profilo) di calibrazione. Quando infatti si fa questa operazione si lavora su un singolo schermo valutando le differenze rispetto allo standard per quel monitor. Usare quindi lo stesso profilo di calibrazione su un altro schermo non ha il minimo senso, ogni monitor deve essere calibrato singolarmente.

La calibrazione è possibile su qualsiasi monitor, sia questo CRT o LCD o altra tecnologia, purché il sensore sia adeguatamente aggiornato. La calibrazione oggi si può applicare anche ai televisori a schermo piatto.

Per calibrare il monitor questo deve aver raggiunto la temperatura di esercizio, quindi deve essere stato acceso da un certo tempo (ad es 45 minuti). Vanno disattivate tutte le opzioni di risparmio energetico (screensaver e simili) e la calibrazione andrebbe ripetuta costantemente nel tempo. L'alternarsi delle stagioni e il normale uso del monitor infatti possono alterarne le caratteristiche e il profilo di calibrazione potrebbe più non essere perfetto.

A prescindere da quanto spesso si calibra comunque, l'importante è calibrare il proprio schermo. Inutile spendere migliaia di euro e oltre per macchine fotografiche super performanti e obiettivi iper stellari, se poi non si guardano i risultati su un monitor calibrato.

2 commenti:

  1. Sono stati soldi benedetti!!

    RispondiElimina
  2. Onestamente penso che sia una spesa spesso sottovalutata. Ci si preoccupa di avere una macchina ultima uscita, qualcosa di più performante sulle ottiche e poi si vede tutto su un monitor NON calibrato...

    RispondiElimina