ISO AUTO: la terza mano

    Le reflex digitali permettono di utilizzare uno strumento che trovo decisamente utile: ISO AUTO. Questa funzionalità è legata all'esposizione ed in particolare si concentra sulla sensibilità.
Avrete sicuramente letto sia qui sul mio blog, che in moltissimi testi fotografici, che spesso si fissa la sensibilità e si impostano tempo e diaframma. La cosa è conseguenza del fatto che, storicamente, i magazzini intercambiabili delle reflex analogiche erano una rarità e che quando si caricava un rullino, la sensibilità era appunto fissa e non poteva essere cambiata.

Ma oggi? Beh oggi il contesto è diverso, dal momento che nelle macchine fotografiche digitali la sensibilità può essere cambiata senza problemi, da uno scatto all'altro. Possibile che nessuno si sia inventato un modo di farla cambiare dinamicamente? Possibile che nessun costruttore si sia inventato un modo di farli cambiare in funzione del tempo o del diaframma? La risposta è ovviamente sì e questa funzionalità si chiama appunto ISO AUTO.

Vediamo di che cosa si tratta. Immaginiamo di lavorare con una macchina fotografica con sensore APS-C in priorità di diaframmi e di lavorare con i seguenti parametri di scatto:


Immaginiamo che il tempo di scatto che viene impostato dalla macchina sia di 1/40 (ricordo infatti che in modalità di priorità di diaframmi, la macchina imposta il tempo a seconda della sensibilità e del diaframma impostato).

Dai dati di scatto possiamo subito notare che la nostra foto, se non siamo su treppiede, verrà mossa dal momento che il tempo di 1/40 per 100mm su sensore APS-C sono nettamente inferiori al tempo di sicurezza. Cosa fare? Beh abbiamo diverse strade, come ad esempio aprire il diaframma, ma questo porta ad un cambio della profondità di campo, cosa che potrebbe non essere voluta.
In alternativa possiamo aumentare la sensibilità, passando ad ISO800, che ci porterebbe ad ottenere un tempo di 2 stop più veloce, ovvero di 1/160, che è in linea con il tempo di sicurezza.

Il cambio di sensibilità però lo dobbiamo fare noi a mano, cioè una volta che inquadriamo, dopo esserci accorti che il tempo non è in linea con quello di sicurezza, dobbiamo togliere l'occhio dal mirino e modificare questo parametro. In pratica, stiamo impiegando del tempo per fare questa operazione, che potrebbe magari farci perdere l'attimo dello scatto.
Ecco allora che, finalmente, interviene ISO AUTO. Questa funzionalità infatti, da sola, regola la sensibilità in funzione di quanto noi impostiamo.

Vediamo in primis come funziona. Dal menu della fotocamera occorre accedere alla voce che ne permette l'attivazione e appunto attivarlo. A questo punto la macchina chiede di impostare un tempo minimo, sotto cui non scendere ed una sensibilità massima impostabile.
Una volta messi questi due parametri, la macchina alzerà quando necessario la sensibilità, al fine di avere un tempo di scatto che non sia più lento di quello impostato.

Facciamo un esempio numerico e impostiamo come tempo minimo 1/160 e come sensibilità massima ISO1600. Se quando stiamo scattando la macchina registra un tempo inferiore ad 1/160 per la sensibilità impostata, la macchina automaticamente procede ad alzare la sensibilità , fino da un massimo di ISO1600, per non far scendere il tempo sotto 1/160.

Tornando al nostro scatto di prima allora, se non abbiamo attivato ISO AUTO dobbiamo, come detto, modificare a mano la sensibilità per avere almeno un tempo di 1/160.
Se invece abbiamo attivato ISO AUTO, la macchina da sola sposterà la sensibilità  ad ISO800, valore per cui si ha effettivamente un tempo di 1/160.
La macchina si ferma al valore di sensibilità più basso compatibile col tempo impostato, ovvero se basta arrivare ad ISO800 per avere 1/160, la macchina non va ad ISO1600, dando un tempo di 1/320.


Questa funzionalità è estremamente utile perché permette di estendere l'automatismo della macchina anche alla sensibilità. Ecco allora che se lavoriamo in modalità di priorità di diaframmi, la macchina imposterà non soltanto il tempo, ma anche la sensibilità, permettendoci un controllo completo su tutti i parametri espositivi.
Ecco perché viene amichevolmente da me definita "terza mano", perché grazie all'ISO AUTO è possibile lavorare sulla terna espositiva.

L'utilizzo di questa funzionalità risulta essere molto utile quando si usano focali lunghe, che possono più facilmente mettere in crisi il fotografo in termini di tempo di sicurezza. Facciamo un esempio numerico per chiarire maggiormente le idee: immaginiamo di lavorare ancora con una macchina fotografica con sensore APS-C e uno zoom che abbia un'escursione focale da 70mm a 300mm.
Dal momento che si tratta di uno zoom non sappiamo a priori qual è il suo tempo di sicurezza, infatti abbiamo 1/100 per i 70mm e 1/450 per i 300mm.
Se sappiamo che lavoreremo principalmente in un certo intervallo di focali, ad esempio tra 70mm e 135mm, possiamo tranquillamente impostare ISO AUTO con un tempo minimo di 1/200, che ci permette di essere sicuro con la focale massima e un po' spreconi con la focale minima (servirebbero ISO più bassi infatti a parità di condizioni).
Nel caso invece si lavorasse "sul misto", ovvero senza avere uno specifico intervallo di focali, allora si può lavorare su una via di mezzo, al più regolando di fino se ci si spinge verso le focali più lunghe.

Quando entra in funzione ISO AUTO generalmente nel mirino la cosa viene indicata. Ad esempio nelle fotocamere Nikon quando si attiva la funzione ISO AUTO, questa indicazione appare nel mirino mentre quando ISO AUTO modifica la sensibilità automaticamente, la scritta lampeggia, per informare il fotografo dell'entrata in funzione.
Nel rivedere una foto, sempre nelle fotocamere Nikon, per scatti effettuati con ISO AUTO che ha modificato la sensibilità rispetto a quella impostata, allora gli ISO sono visualizzati in rosso. Verificate dal manuale della vostra fotocamera come viene mostrata questa caratteristica.

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