Fotoritocco o sviluppo? Quali sono i limiti di uno e dell'altro?

    Ad oggi Photoshop consente di fare un numero notevole di elaborazioni, permettendo di ottenere risultati che fino ai tempi della camera oscura erano impensabili. Oggi addirittura il termine Photoshoppare è entrato nel gergo contemporaneo e sta ad indicare appunto un passaggio sotto questo programma di editing fotografico, volto a migliorare qualche aspetto della foto. I più famosi sono sicuramente quelli relativi alle persone, in cui si possono eliminare dei difetti fisici come la cellulite o far sembrare più magri, ma a questo punto viene spontaneo chiedersi fino a che punto Photoshop, e tutti i suoi equivalenti sia ben inteso, possa essere additato come un trasformatore di foto.
Non a caso ho precedentemente definito Photoshop un programma di editing fotografico, ovvero di elaborazione, ma poi quale si faccia dipende solamente da chi lo usa.
La cosiddetta camera chiara infatti, ovvero la lavorazione delle foto con programmi come Photoshop, non è detto che determini necessariamente una trasformazione radicale dello scatto, anzi spessi accade il contrario.

Esiste infatti una sottile differenza tra quello che è definito come sviluppo digitale e quello che si chiama, in modo molto più noto, fotoritocco. Che differenza c'è tra questi due termini? Dove si ferma uno e dove l'altro?

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, immaginiamo ci siano 3 persone affacciate dalla cupola di San Pietro e di scattare una foto alla splendida veduta su Roma. Una persona scatta con la sua compatta, un'altra con la sua reflex entry level e l'ultima con una reflex professionale. Tutti e tre fanno lo stesso scatto, quindi stessa esposizione, stessa inquadratura e scattano praticamente al contempo. Possiamo ben dire che tutti e tre abbiano ritratto la stessa scena, ma siamo sicuri poi che le foto che si andranno a rivedere stampate diranno la stessa cosa?
Beh bisogna considerare un aspetto fondamentale, che è quello degli strumenti usati per fare la foto. Infatti abbiamo detto che si va da una compatta ad una reflex pro e secondo voi, il risultato finale è lo stesso?? Ovviamente no, possiamo infatti facilmente asserire che la foto con la compatta sarà decisamente peggiore della foto fatta con la reflex pro, però entrambe sono relative allo stesso contesto. E allora quale delle due foto è quella vera? Per capirci, immaginiamo che i 3 soggetti di prima abbiano uno zio che non conosce Roma e che non si è mai affacciato dalla cupola di San Pietro. Arrivano i 3 nipoti e gli portano queste tre foto. Secondo voi lo zio, come fa a sapere quale delle tre ha maggiore attinenza al vero? Lui non sa con cosa è stata scattata una foto, gli arrivano soltanto 3 immagini non uguali tra loro... eppure Roma quella è, le condizioni di scatto erano identiche...
Vogliamo provare a dare una risposta noi su quale è la più vera? Beh io a naso direi che è quella che, una volta stampata, meglio riprende le condizioni che c'erano al momento dello scatto. Ecco, bella scoperta, ma in pratica che vuol dire?? E soprattutto, ma che colpa ha il nipote con la compatta che, sbarbatello diciottenne ancora a carico di mammà e papà di meglio non si può permettere? Anche lui ha fatto la stessa foto...
Ma estendendo la cosa, chi vi dice che la foto con la reflex pro sia realistica? Sicuramente, a livello qualitativo, è la migliore, ma mica è detto che sia realistica, cioè non è detto assolutamente che abbia ripreso in modo fedele la scena. E allora che si fa?

Allora entra in gioco appunto quello che avevamo definito come sviluppo digitale. Cioè i tre nipotini di prima possono aprire la foto in Photoshop o simili e iniziare a lavorarla, con lo scopo di riportare ciò che vedono sul monitor, che è ciò che ha visto la macchina fotografica, a ciò che hanno visto i loro occhi.
Esempio pratico? I colori. Magari si era al tramonto e la compatta ha dato una foto con arancioni meno intensi di quanto erano veramente.
In questo caso, se il nipotino sbarbatello sistema la saturazione riportandola a quello che i suoi occhi vedevano in quel momento, sta falsando la foto?
Secondo me decisamente no, non sta facendo altro che riportarla al vero, dove per vero si intende ciò che i suoi occhi vedevano mentre si scattava.
L'immagine che vediamo su monitor quando la apriamo in Photoshop non è affatto quello che vedevamo noi, ma è quello che vedeva la macchina. Come abbiamo già detto infatti tutti e tre hanno fatto la stessa foto ma hanno ottenuto risultati diversi, per via delle diverse macchine usate. Questo significa che ogni macchina ha visto la scena in modo diverso e chi accidenti ci assicura che è esattamente lo stesso dei nostri occhi?
Ecco perché poco fa mettevo in dubbio al veridicità della foto fatta con al reflex pro, perché questa sicuramente è quella qualitativamente migliore, ma mica è detto che la reflex pro veda come i nostri occhi...

Se quindi in Photoshop o simili noi ci mettiamo a lavorare una foto per farla tornare "al vero", a quello cioè che vedevamo all'istante dello scatto, stiamo facendo tutt'altro che una falsificazione dell'immagine, quella anzi l'ha fatta la fotocamera per noi! Noi stiamo soltanto riportando l'immagine a quello che questa era per i nostri occhi.
Mi permetto di aprire una parentesi, che spero sia condivisa il più possibile. Ho sentito tantissime volte di gente che dice:"Ah no per carità, io la foto non la tocco, come esce da macchina la tengo. Io non faccio ritocchi".
Questa fascia di persone è spessissimo appartenente ad un pubblico entry level o amatore e a costoro io dico una cosa: sei sicuro che dici così perché non sai usare un programma di foto editing per sviluppare? Sei sicuro che non dici così perché non hai idea del fatto che è la tua tanto amata fotocamera è la prima che falsa la realtà?
Secondo me il foto editing logora chi non lo sa fare, parafrasando un nostro Parlametare. E' un po' come la favola de "La volpe e l'uva": non ci arrivo all'uva? Ok dico che è acerba. Che in fotografia si traduce: Non so usare il foto editing e non ho tempo per imparare? Meglio dire che fa schifo e che lo sdegno...
Peggio ancora, e qui di parentesi ne apro un'altra, sono quelli che dicono (e oggi va tantissimo di moda):"Ah guarda, erano tanto belli i tempi della pellicola, in cui le foto quelle erano e non si potevano ritoccare".
Ecco chi dice questo dimostra di non sapere assolutamente cosa cacchio sia una camera oscura e cosa ivi si possa fare su una foto. Per citare una tecnica a caso si pensi al sovrasviluppo o al sottosviluppo delle pellicole, per aumentare o diminuire il contrasto. Roba fatta da sempre dai laboratori e dagli sviluppatori. Questa operazione c'è anche in Photoshop o simili ed è appunto l'aumento o la diminuzione del contrasto.
E troppe ce ne sono, perché ad esempio le maschere di livello in Photoshop usate per recuperare l'esposizione, in camera oscura si chiamano mascherature e si potrebbe andare avanti per ore.
Certo, la camera oscura ha dei limiti rispetto al digitale, come detto anche in apertura, ma dire che le foto a pellicola non venivano ritoccate e che erano investite di una aura di purezza e candore è sbagliato. Le "porcate", passatemi il termine, in fotografia si sono sempre fatte, solo che oggi basta avere un pc per avere Photoshop, prima ci voleva una logistica molto più impegnativa che non tutti potevano permettersi.

Ritornando quindi al nostro excursus sul foto sviluppo digitale, appare evidente come il riportare alla verità della scena una foto sia assolutamente lecito, oltre che essere una pratica che, come detto, esiste da quando esiste la fotografia.

Discorso diverso vale per il fotoritocco, che va oltre lo sviluppo e cerchiamo di definirlo un po' meglio. Partendo da quanto detto prima, possiamo dire che un primo limite potrebbe essere quello di mantenere le correzioni che vengono imposte nel limite del ritorno al vero, ovvero al come era la scena effettivamente. Se quindi calchiamo un po' troppo la mano con la saturazione, pompando un po' troppo i colori, allora potremmo cadere oltre lo sviluppo e finire nel fotoritocco.
Altra tecnica che appartiene al fotoritocco è ad esempio è quella di desaturare le immagini. Oggi specialmente i giornali e le riviste tendono a pubblicare foto che sono desaturate, con lo scopo di far galleggiare il lettore sulle foto così poco cariche di colore, per farli arrivare alle uniche sature veramente, che sono quelle degli sponsor.
Ora si capisce bene che una scena desaturata in natura non esiste, i colori desaturati non esistono. Una scena ha dei colori, quelli sono e quelli andrebbero ripresi dalla nostra foto. Per quanto si voglia fare un uso "artistico" della desaturazione, si sappia che comunque si sta producendo un falso enorme.
Altri esempi di fotoritocco sono le correzioni delle imperfezioni, come dicevamo in apertura di post. Se infatti fotografare significa "scrivere con la luce", in qualità di fotografi noi dovremmo scrivere di quanto abbiamo davanti, senza alterazioni particolari. Come quindi la desaturazione è una falsificazione della realtà, anche l'eliminazione di imperfezioni può determinare la stessa cosa. Se io faccio una foto ad una modella e ne gonfio il seno e ne sgonfio le ciapèt, sto riprendendo qualcosa di falso, che non esiste. Se la ragazza passa da una terza di seno ad una quinta, sto enormemente falsando la realtà.

La tematica è la più controbattuta del mondo fotografico ed è aperta ovviamente a migliaia di interpretazioni. Ad esempio si potrebbe obiettare una cosa per quanto riguarda le foto a modelle: se io sono bravo e posiziono le luci opportunamente, o magari uso dei filtri, posso tranquillamente eliminare le imperfezioni della pelle. Se ad esempio montiamo una pellicola in bianco e nero e mettiamo in filtro rosso davanti all'obiettivo, sicuramente avremo, rispetto ad una foto senza filtro, i difetti della pelle molto meno accentuati, quasi scomparsi. E questo quindi cos'è? Fotoritocco o bravura del fotografo nel far venire una foto con il miglior risultato possibile?
Altro argomento che è al limite è quello legato al timbro clone di Photoshop (e funzionalità simili in programmi simili). Immaginiamo di essere sempre a Piazza di Spagna e di scattare una foto alla scalinata. Magari sulla scalinata è presente una busta di immondizia lasciata da chi ha bivaccato sulla piazza (NON FATELO!). Scattiamo e vedendo la foto al computer abbiamo questo elemento di enorme disturbo, che con la foto non c'azzecca assolutamente niente. Che facciamo? Lasciamo la busta o la leviamo? In teoria è una casualità, c'è capitata e noi la foto la volevamo fare al monumento. La levi? La lasci? Boh, io non so rispondere, o meglio, non voglio rispondere, lasciando l'interpretazione al singolo, secondo quello che è il suo metro di giudizio. La cosa importante infatti non è fare una scelta o l'altra ma sapere perché faccio una o l'altra scelta. Questo aspetto prevede che ci sia una buonissima conoscenza delle tecniche e del loro significato, cosa che spesso non accade in moltissimi novizi del genere (ma non solo).

Concludendo quindi la prima cosa da tenere a mente è che la macchina fotografica non è un oracolo: se quindi gli chiediamo di farci vedere una scena tramite lo scatto di una foto, non è affatto detto che dica "la verità", anzi quasi sempre la fotocamera interpreta e modifica la verità ripresa secondo tanti fattori (qualità tecnica dell'elettronica, qualità ottica, ecc ecc). Non penserete che facendo la stessa foto con una D700+24-70 e D700+28-70 entrambi a 35mm si ottenga la stessa cosa, vero?
Inoltre è importante essere consapevoli del fatto che il riportare l'immagine "al vero" significa far sì che questa riporti con la massima precisione possibile la scena che i nostri occhi vedevano al momento dello scatto.
Da ultimo non bisogna condannare e basta il fotoritocco, bisogna però essere fortemente consapevoli di cosa si sta facendo. Nessuno mai verrà condannato per aver fotoritoccato una foto, ma l'importante è che chi prende il mouse per fare una certa elaborazione sia consapevole di stare per produrre qualcosa di finto. Sia chiaro, non ho detto bello o brutto, non ho dato giudizi qualitativi, ho detto solamente che col fotoritocco c'è la possibilità di mostrare qualcosa che sia diverso da quanto vedevano i nostri occhi.
Giusto? Sbagliato? Boh, io non lo so, però se fate una scelta, fatela motivati!

4 commenti:

  1. Tu lo sai vero che questo è un discorso che apre a battaglie pressoche eterne fra i pro ed i contro? :-) :-)
    Io la mia la dico. Per me una foto deve essere bella. Prima di tutto per me, possibilmente per gli altri. E a quelli che dicono che la foto non si tocca, bei tempi della pellicola dico.... Guardate che le foto una volta erano in BIANCO e NERO!!! E ditemi voi se c'è qualcosa di più falso!!
    Io sfrutto Photoshop il più possibile per rendere priam la foto come l'hanno vista i miei occhi e poi, se lo ritengo necessario, la tiro, la croppo, la contrasto, la coloro e via dicendo... Mica è una prova in tribunale, è un tentativo di stampare la bellezza!!
    Ciao
    Marco

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  2. Ciao Marco e grazie del tuo parere.
    Effettivamente la questione è molto complessa e questo è il mio punto di vista, che non è detto venga condiviso.
    Fatto sta che i fotoritocchi si sono sempre fatti, i primi HDR tanto per dirne una, sono stati fatti già agli albori della fotografia...
    Si è sempre cercato di fotoritoccare, fino a stili molto fotoritoccati come la Draganizzazione (http://andrzejdragan.com/) che è forse ad oggi l'estrema sintesi del fotoritocco.

    E' uno stile, può piacere o no, fatto sta che ad esempio Dragan si è inventato uno stile ed è perfettamente identificabile...

    La fotografia è satura, all'inizio del 900 erano in pochi a farla e quindi "bastava poco" per fare sensazione e guadagnare visibilità. Oggi le foto si fanno da tantissimo tempo, si è provato tantissimo e tanto si è ottenuto, per uscire da questo gruppo fitto, occorre necessariamente sforzarsi a trovare qualcosa di diverso. Non è detto che poi piaccia, però questa è la situazione ad oggi in cui, come detto, molto è stato fatto.

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  3. Senza contare che, SOLO FLICKR, aumenta di 1 milione di foto al giorno !!!!

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  4. .... per non parlare del filtro AA, ovvero, in jpg è la macchina a fare post produzione. Beata ignoranza.

    la post va fatta!

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