Il viraggio Seppia: da dove nasce?

    Quante volte avete visto una foto "seppiata"? Quanto volte i vostri occhi si sono soffermati su quel sapore antico, che quella tinta marroncina della foto vi trasmette?
Un tempo le fotografie venivano virate di proposito a questa tinta, con uno scopo ben preciso, più funzionale che estetico... andiamo a vedere di cosa si tratta.

Come primo step mostriamo una foto seppiata, per far capire bene di cosa stiamo parlando:



Questa foto sicuramente dà un senso di antico a prima vista ed effettivamente questa tinta è fatta appositamente oggi, proprio per far ritrovare un senso di antico. Ma questo effetto... da dove viene fuori? E' solo una cosa estetica?

Innanzi tutto questo effetto è un cosiddetto viraggio, ovvero un cambio voluto e forzato dei colori della scena ripresa, sia che si tratti di digitale che di analogico. Ovviamente i passi da seguire in uno e nell'altro caso sono diversi, ma l'effetto finale è che la foto si articola su un tono marrone.

Il viraggio seppia come detto ci porta all'indietro nel tempo, ci dà un senso di antico e questo perché un tempo le foto volutamente si viravano a questo colore. Per capire come mai è necessario aprire una piccola parentesi di fotografia chimica, quella di una volta a pellicola. Per questa fotografia esistono due procedimenti, detti bagno di arresto e di fissaggio che hanno lo scopo di far sì che la stampa sia "inattaccabile", ovvero che gli agenti chimici usati per lo sviluppo della stampa e gli agenti chimici naturalmente presenti nell'aria, come l'ossigeno, non vadano a modificare la foto, facendola cambiare nel tempo.
Purtroppo però questa "blindatura" non è possibile in pieno e quindi la foto, anche se subisce il bagno di arresto e quello di fissaggio, comunque cambia nel tempo. Scommetto che non vi sarà difficile andare a riprendere qualche stampa nell'armadio di qualche annetto fa e scoprirete che i colori sono cambiati, magari tende al magenta... Questo perché appunto la chimica, sebbene abbia le sue procedure di "blindatura" è un processo sempre attivo e quindi la stampa analogica, non è immobile, non è sterile, ma evolve e cambia nel tempo. L'ossigeno infatti, tanto amico dell'essere umano, è un componente chimico molto attivo in fotografia e le ossidazioni sono una cosa che non passa certo inosservata (lasciano il segno).
Un tempo allora, quando magari le tecniche chimiche ancora non erano perfette, si preferiva correre ai ripari, per conservare il più possibile stabilmente una foto, facendo il viraggio al tono seppia. In particolare con questo procedimento si blocca l'ossidazione dell'argento (presente sulle stampe), facendolo combinare invece che con l'ossigeno (appunto ossidazione), con lo zolfo. Ecco allora spiegato il colore marroncino, che è conseguenza di questo "accoppiamento chimico". Il metodo usato si chiama nello specifico solfurazione e si otteneva con 2 bagni: il primo detto sbianca, che serve a preparare per il bagno successivo l'immagine, e appunto la solfurazione. Argento metallico e zolfo, come già detto, si legano insieme e si ottiene il colore marroncino della foto.
Una foto maggiormente virata o meno virata si ottiene modificando le quantità degli ingredienti usati nei bagni.

Ecco allora spiegato come si ottenevano un tempo le foto seppiate ed essendo man mano migliorati i chimici usati nelle fasi di sviluppo e stampa, man mano il seppia si è andato ad usare sempre meno, visto che la sua funzione non era più così strettamente necessaria. Il fatto poi che questa tecnica sia rimasta nel passato, ci riporta appunto a quel senso di antico. I soggetti ritratti nelle foto seppia sono principalmente legati all'inizio del secolo scorso, ed ecco perché oggi ci dà quel sapore di vecchio. Siamo abituati a vedere nelle stampe seppiate, soggetti "antichi" e quindi associamo il colore seppiato al vecchio.

Bisogna anche dire che il seppiato lo si poteva ottenere senza tutte questi passaggi di bagni in camera oscura, anche con un filtro appositamente messo davanti al rullino, montandolo sulla lente. Certo, in questo modo si otteneva l'estetica dell'effetto e non la funzionalità, cioè non si otteneva il legame chimico zolfo-argento (a meno di non fare la solfurazione ancora con una leggera densità), ma solamente il colore brunito della stampa finale.

Oggi software di camera chiara permettono di ottenere molto più facilmente in seppiato, attraverso l'applicazione di maschere o filtri, che danno lo stesso effetto. Per quanto riguarda questo effetto segnalo solamente una cosa cui stare attenti nell'era del digitale. Nell'immaginario collettivo, quindi compresi anche "gli osservatori", come più volte detto il seppiato è associato al vecchio, all'antico. Proporre oggi quindi un'immagine con questo viraggio ha come scopo quello di ottenere un richiamo ad altri tempi. Attenzione quindi agli anacronismi... Spiego meglio. Se mettiamo in seppiato una scena con antenne paraboliche, o cellulari o macchine di ultimissima generazione, sicuramente stiamo creando un anacronismo. Se richiamiamo il vecchio, appare piuttosto evidente come i telefoni cellulari o le antenne paraboliche (quelle per la TV satellitare) o altri elementi che possano richiamare alla modernità, siano effettivamente in contrasto con questo viraggio.
A meno che la cosa non sia debitamente studiata, si faccia attenzione ad inserire oggetti, come anche l'abbigliamento delle persone, in scatti fatti con il viraggio seppia. ;)
Ad oggi quindi quando si va a proporre uno scatto in viraggio seppiato, bisogna stare molto attenti a scegliere quelle scene che siano effettivamente senza tempo, in cui questa tinta possa essere in valore aggiunto e non un elemento di contrasto.

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