Elaborare un JPEG in Photoshop --> Relogazione - Livelli

    Adobe Photoshop è uno strumento di camera chiara tra i più potenti oggi sul mercato e permette di fare elaborazioni davvero notevoli su un'immagine. In questo primo post vedremo come si possa recuperare una foto scattata in formato JPEG e sottoesposta. Inoltre c'è bisogno di dare una sistematina ai colori.
La foto che andiamo ad analizzare è uno scatto fatto con una Nikon D70s, ed è un paese di montagna all'inizio del tramonto, con il sole che inizia a scendere piano piano.
La foto da cui partiamo è la seguente:



La sottoesposizione è ben visibile.
Prima di iniziare con la lavorazione della nostra immagine occorre spendere qualche parola sulle diverse trasformazioni che possono essere fatte su un file in Photoshop. Molti magari avranno sentito parlare dei famosi Livelli, ma bisogna fare attenzione a non cadere nel tranello di un'omonimia, che potrebbe portare a creare solo confusione.
Le trasformazioni infatti possono essere piuttosto invasive e non reversibili, oppure più "delicate" (passatemi il termine improprio) e magari anche reversibili, fino al salvataggio del file.
Per essere più precisi bisogna dire che in Photoshop c'è la funzionalità di Annullamento dell'ultimo comando, anzi ci permette anche di annullare diversi comandi precedenti fino a saturazione della memoria dedicata, ma questi annullamenti sono cosiddetti seriali. Ovvero se volete annullare l'operazione che avete fatto 3 step prima, dovete annullare l'ultimo step fatto, il penultimo e poi annullare finalmente quello che vi interessa, perdendo però così anche il lavoro fatto negli altri due step che potrebbe invece essere necessario e da lasciare inalterato sul file.
Esistono allora delle regolazioni che sono dipendenti dall'ordine in cui vengono fatte e che pertanto sono annullabili in modo seriale, come descritto poc'anzi, mentre ne esistono delle altre che sono annullabili in maniera indipendente l'una dall'altra e in un qualsiasi momento, fino al salvataggio definitivo del file in formato .JPG (questo è il caso di esame).

I cosiddetti Livelli di Regolazione sono le trasformazioni indipendenti l'una dall'altra, autonome, che possono essere annullate o modificate in un qualsiasi momento mentre si sta lavorando la foto. Ovviamente, per quanto detto, queste operazioni sono da preferirsi per la natura che hanno di poca invasività e di non serialità delle stesse.
Esistono però anche le regolazioni, che possiamo definire come puntuali, che vanno a modificare la foto con una sequenza seriale, esattamente come descritto prima.

Sia chiaro che l'effetto prodotto sull'immagine è lo stesso per entrambe, cioè se si vuole regolare il contrasto di un'immagine, che lo si faccia con uno specifico e dedicato livello di regolazione o lo si faccia tramite una trasformazione puntuale, il risultato è esattamente lo stesso. Il discorso quindi non è di merito o di efficacia delle procedure, ma solo legato al fatto che, se si vuole tornare indietro, con i livelli di regolazione la cosa è più semplice.

Per conoscere allora in pieno le potenzialità di Photoshop, iniziamo dalle trasformazioni puntuali, che sono comandi del tutto simili a qualsiasi altro programma di fotritocco ed andiamo a recuperare l'esposizione della foto presentata.

La prima cosa da visualizzare è la cosidetta Palette dei livelli. Photoshop presenta tantissimi strumenti utili e questo ne è sicuramente uno imprescindibile. Si accede a tale Palette premendo il tasto F7 (a meno di modifiche operate dall'utente sul programma).


Questa Palette mostra i livelli che sono presenti nell'immagine e, avendo aperto un file .JPG non ancora editato in alcun modo, ne è presente uno solo: lo sfondo (background).  Lo sfondo rappresenta l'immagine iniziale, il nostro punto di partenza ed è consigliabile non lavorare direttamente su questo livello. Vogliamo vedere cosa abbiamo effettivamente fatto dopo tutta l'elaborazione? Basterà tornare a vedere solo lo sfondo... non ci piace cosa abbiamo fatto? Ripartiamo dallo sfondo e così via.
Procediamo quindi a fare una copia dello sfondo, con la combinazione di tasti CTRL+J (sempre a meno di modifiche fatte dall'utente) oppure cliccando col tasto destro sulla Palette Livelli sul nostro livello di sfondo e selezioniamo "Duplica Livello".


Il nuovo livello si sovrappone al precedente, ovvero è quello che vediamo noi. Ovviamente adesso non c'è alcuna differenza, perché ancora non abbiamo iniziato la nostra elaborazione, ma più avanti sarà evidente.
Per operare le trasformazioni puntuali sull'immagine abbiamo ad esempio il menu Immagini --> Regolazioni (Image --> Adjustments), che ci permette di scegliere tra molte diverse opzioni:


Quella che andiamo a scegliere oggi è la regolazione "Livelli" (Levels). Ed ecco la pericolosa omonimia in cui non bisogna cadere: una cosa sono i livelli di regolazione, un'altra la regolazione dei livelli. Sì, lo so che sembra assurdo, ma è così. Quando si parla di livelli di regolazione si intende la possibilità di fare una modifica alla nostra immagine tramite la sovrapposizione di un livello nuovo, destinato a quella specifica operazione (ad esempio la regolazione del contrasto); mentre quando si parla di regolare i livelli ci si riferisce, come vedremo, al sistemare l'istogramma dell'immagine opportunamente. Fate attenzione, perché il gergo del fotoritocco è questo...
Scegliamo allora la reglazione dei Livelli:


Apparirà una finestra pop-up tramite la quale possiamo iniziare ad operare la nostra trasformazione, mirata al recupero quantomeno dell'esposizione:


Questa finestra mostra l'istogramma complessivo (RGB) dell'immagine, che come si nota, non è buono, dal momento che non arriva al bordo destro e quindi la nostra immagine è sottoesposta. La foto non ha quindi i livelli a posto (sempre per parlare nel gergo del fotoritocco).
Come possiamo recuperarla? 
Per schiarire la nostra foto, simulando l'effetto quindi di una sovraesposizione, dobbiamo trascinare verso il centro dell'istogramma lo slider vicino al numero 255:


Di quanto? Beh fino a quando non arriviamo a toccare una parte di istogramma che non sia piatta. In questo modo stiamo spostando in basso il valore del bianco, vogliamo cioè che diventi bianco, ciò che in teoria bianco non è. Stiamo cioè sovraesponendo. Notiamo subito che mentre spostiamo lo slider, la foto si schiarisce in tempo reale, permettendoci di poter valutare soggettivamente quale debba essere effettivamente il punto in cui fermarci.

In teoria sembrerebbe che abbiamo finito la nostra elaborazione, perché l'esposizione è recuperata, ma cos'altro è possibile fare con questa operazione?
La regolazione dei livelli ci permette di andare ben oltre una "semplice" regolazione della sottoesposizione, regolando il bianco.
Ad esempio possiamo regolare il nero, cioé possiamo spostare lo slider vicino al numero 0 (a sx dell'istogramma) e far diventare nero ciò che nero non è. Possiamo cioé scurire l'immagine aumentando la quantità di nero presente.
Ma se uniamo queste due operazioni, quella del bianco e del nero, non stiamo facendo altro che regolare il contrasto. Ecco allora la potenza di questa regolazione, con una finestra sola di comando, possiamo regolare esposizione e contrasto.

Ma c'è di più, perché gli slider di questa finestra sono 3, ce n'è anche uno in mezzo ed in particolare questo serve alla regolazione dei cosiddetti mezzi toni, ovvero serve a regolare la luminosità.Scorrendo lo slider verso destra o verso sinistra (verso i neri o verso i bianchi), possiamo regolare a piacimento la luminosità, agendo sui mezzi toni dell'immagine, avendoli più chiari o più scuri, secondo necessità.

Riepilogando quindi abbiamo finora visto che lo strumento di regolazione Livelli permette di poter sistemare in un'unica finestra di comando:
- esposizione
- contrasto
- luminosità

E non è tutto, perché questa schermata ci permette di lavorare anche sui colori, ovvero ci permette di regolare opportunamente il bilanciamento del bianco. Vediamo come....
Si è detto che finora abbiamo lavorato sull'istogramma RGB, così come indicato nel campo Canale (Channel) della nostra finestra di lavoro. Se però ci spostiamo su un canale di uno dei 3 colori principali, ovvero se andiamo su quello del Rosso o del Verde o del Blu, possiamo fare delle regolazioni molto interessanti.
Mettiamoci ad esempio nel Canale del Blu e vediamo cosa si può fare:


Da questa finestra possiamo regolare la quantità di blu e giallo presenti nella foto, regolando gli slider rispettivamente destro e sinistro. Allo stesso modo la cosa può essere fatta per regolare il rosso ed il ciano, il verde e il magenta. Ogni canale ha il suo colore fondamentale e il suo opposto.

La regolazione dei livelli così come si intende in gergo è questa, ovvero una sistemazione secondo questa finestra e anzi, a volte ho sentito anche di persone che la intendono senza scendere nei singoli canali, considerando solamente la regolazione del bianco, del nero (quindi del contrasto) e della luminosità della foto.

L'ultimo step da fare è quello di controllare il lavoro ed eventualmente salvare se ci piace. Se ricordate bene avevamo duplicato lo sfondo, lavorando appunto sulla sua copia. Ora possiamo fare il confronto con quanto avevamo PRIMA della nostra elaborazione. Per far questo occorre tornare sulla Palette Livelli in corrispondenza dello sfondo duplicato e cliccare col mouse sull'icona a forma di occhio:


Quando questa icona è visibile il livello corrispondente viene mostrato, se invece non c'è, il livello viene nascosto e si vede quello subito sotto visibile. Nel nostro caso se il primo livello, ovvero lo sfondo duplicato su cui abbiamo lavorato, è visibile, allora vediamo l'effetto del nostro lavoro; se invece non è visibile allora vediamo la foto com'era, visto che lo sfondo non è stato toccato.
Se il lavoro ci soddisfa possiamo unire i livelli, tornando ad un'immagine che abbia solamente lo sfondo. Per fare questo possiamo usare diverse strade, tra cui quella di andare sulla Palette Livelli, selezionare entrambi i livelli e cliccare col tasto destro sulla voce "Unisci Livelli" (Merge Layers). In questo modo torneremo ad un'immagine che ha solamente lo sfondo.

Possiamo procedere allora a salvare il file, sempre in formato .JPEG. Per fare questo andiamo sul menu File e selezioniamo Salva Come (Save As...). In questo modo infatti produrremo un altro file, qualora volessimo avere traccia di entrambi, ovvero quello originale non modificato e quello sviluppato in Photoshop:


La schermata che si apre ci chiede di scegliere la cartella dove salvare il file, il nome del file e il formato. In questo campo selezioniamo appunto il JPEG e salviamo. Apparirà una finestra che ci chiede di specificare la qualità del file che andremo a salvare. In particolare ricordo che il formato JPEG è un formato con perdita e quindi dobbiamo decidere quanto grande questa perdita deve essere.
In particolare Photoshop ci chiederà di scegliere quale qualità vogliamo, su una scala che va da un valore minimo di 1 e uno massimo di 12. Un file salvato con qualità 1 sarà molto piccolo come dimensioni, ma sarà altrettanto scarso come qualità; vice versa un file che viene salvato con una qualità 12 sarà più grande di dimensioni, ma qualitativamente sarà molto buono.
La schermata per scegliere la qualità del salvataggio è la seguente:


Sotto al menu della qualità da 1 a 12 c'è un'altra sezione che ci permette di scegliere il formato dell'immagine, in base a 3 opzioni:
- Base: salvataggio normale secondo l'algoritmo JPEG
- Ottimizzato: salvataggio con compressione più efficace ma qualità comunque alta
- Progressiva: salvataggio da scegliersi per le immagini destinate ad Internet, che così vengono visualizzate in più passate. Il browser cioè carica le immagini un po' alla volta in base a quante "passate" impostiamo. In questo modo si inizia a vedere già qualcosa, migliorando di passaggio in passaggio, senza che il tutto resti invisibile fino al termine del completamento del caricamento dell'immagine. In ogni caso non cambia il tempo necessario per vedere comunque l'immagine finale.

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