L'occhio del fotografo - soggetto al centro?

    Con questo post voglio affrontare una lettura critica di un libro estremamente popolare: L'OCCHIO DEL FOTOGRAFO di MICHEAL FREEMAN.
L'idea non è quella di prendere le pagine e di copiarle su questo blog, quanto piuttosto fornirne la mia lettura critica, cercando si mostrare con qualche parola e qualche foto i concetti espressi dall'autore.
Indubbiamente il libro, che consiglio veramente a tutti di comprare (la cifra è tutt'altro che spaventosa), spiega già benissimo i concetti, tuttavia ho potuto notare che in alcune persone risulta difficile il legame con la pratica. Ogni testo infatti, per quanto ben fatto come il presente, è pur sempre un libro e quindi non comprende la parte pratica.

Il primo argomento che vado a trattare è quello delle diagonali e dei punti di forza di un'immagine. Sono due argomentazioni indubbiamente molto forti e molto importanti in fotografia e non c'è dubbio che queste ricoprano un ruolo cardine nel trasformare una foto in una bella foto.

La prima riflessione che si affronta è legata al campo visivo dell'essere umano e alla posizione degli occhi. Abbiamo due occhi posti uno vicino all'altro e non uno sotto l'altro, per questo motivo siamo abituati a vedere un campo orizzontale. In particolare a pagina 12 l'autore riporta una foto molto esplicativa, mostrando come la nostra attenzione sia focalizzata presso il centro del nostro campo visivo, lasciando alla visione periferica meno attenzione. Non vediamo solo al centro, ma al centro vediamo "meglio", con più attenzione ed interesse.
Questo è un primo spunto per fare una riflessione legata alla fotografia: la posizione centrale.

Ha senso in fotografia centrare il soggetto? Trovare una risposta univoca sarebbe pretenzioso, ovviamente non esiste  una posizione giusta o sbagliata a priori, ma possono essere adottati degli accorgimenti per ottenere effetti più accattivanti. La posizione centrale è comunque notoriamente la meno interessante perché l'occhio è immediatamente "sazio".
Come abbiamo detto infatti il centro del nostro campo visivo, quello che vediamo senza in pratica scostare l'attenzione o muovere le pupille è quanto siamo abituati ad usare. Se troviamo qualcosa al centro della foto, siamo allora appagati, non ci serve altro, perché per "pigrizia" il nostro cervello istintivamente non chiede altro. Chi ci ha mostrato una foto voleva farci vedere qualcosa. Noi cosa fosse non lo sapevamo, ma guardando al centro abbiamo trovato qualcosa e questo basta. Poi non è affatto detto che questo qualcosa sia effettivamente bello o interessante, ma è il primo e tendenzialmente l'ultimo posto dove cade il nostro sguardo.
L'immagine è in questo modo statica, non ci richiede un grande sforzo per leggerla e questo sicuramente la "banalizza", perché l'osservatore non sente il bisogno di cercare altro.

Sempre Freeman utilizza un'altra foto collegabile a quanto detto, decisamente interessante. Peccato, opinione personale ovviamente, che sia stata impaginata così piccola. Siamo a pagina 15 e c'è una foto di un tizio a torso nudo che sistema dei vasi in terracotta ed una piccola didascalia parla del posizionamento dei soggetti verticali in foto orizzontali. Beh Freeman dice proprio che il decentramento del soggetto è un espediente per dare maggio risalto all'immagine. Se il soggetto infatti è il tizio che sistema i vasi, mettendolo di lato, spingiamo l'osservatore a guardare la foto. Al centro ci sono dei vasi... beh decisamente poco interessanti, ma veniamo subito catturati, per la mancanza di un soggetto al centro, da ciò che c'è a destra, ed ecco che non ci fermiamo più allora. Guardiamo e riguardiamo la foto, abbiamo "messo in moto" l'attenzione e per questo la foto assume dinamismo. I vasi da sinistra guidano verso il soggetto, il soggetto che è verticale spezza le linee orizzontali e la foto cavolo se attira. Non è la foto della vita, non vincerà forse nessun concorso, non diventerà mai la prima pagina di un giornale, ma Freeman ha fatto una foto vincente perché l'ha resa dinamica.

Vediamo a questo punto qualche esempio di foto in cui non ci sono al centro soggetti interessanti, partendo ad esempio da questa coppia di sarti:



Come si nota i soggetti non sono al centro, anzi a dirla tutta il centro è forse la parte meno interessante della scena ripresa. Proprio per questo si instaura una sorta di ping pong tra i due soggetti, rimbalzando dall'uno all'altro.
O ancora si prenda la seguente foto che mostra ancora una volta come il centro della foto sia sostanzialmente vuoto:


I due elementi architettonici qua sono messi uno di fronte all'altro, lateralmente, lasciando al centro solamente qualche nuvola che ovviamente non è un soggetto di rilievo.

Anche la prossima foto mostra ancora una volta il soggetto decentrato, in questo caso un piccione, che è stato messo sul lato sinistro, lasciando ancora una volta il centro vuoto:


Ma il discorso è applicabile in ogni genere, ad esempio nelle foto in studio per ottenere qualcosa di accattivante si può tranquillamente mettere il modello o la modella su un bordo dell'inquadratura, adottando anche tagli più o meno severi:





Come primo passo di una lettura insieme del libro sicuramente mi sento di dire che questo libro è da leggere molto attentamente. Non è uno di quelli da leggere tutto d'un fiato, è da leggere con molta attenzione, riflettere attentamente sulle parole dell'autore che ne affronta veramente tante di questioni interessanti. Solo su due paginette infatti abbiamo fatto tantissime riflessioni ed osservazioni.

Sarà indubbiamente una lettura intensa ed interessante...

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