L'occhio del fotografo - le diagonali

Questo secondo post della sezione Leggiamolo Inisieme tratta un argomento cui Freeman dedica le primissime pagine del primo capitolo e che riveste sicuramente un ruolo fondamentale nella fotografia: il ruolo delle diagonali.
Sono rimasto sorpreso, devo ammettere, nel vedere che come primo argomento si iniziasse proprio da questo, ma indubbiamente la sua importanza necessita di una familiarizzazione da subito da parte del lettore.


Partiamo dalla domanda che potrebbe sembrare banale: cos'è una diagonale?

Una diagonale è un elemento che nella foto non è nè orizzontale nè verticale. Può sembrare strano definire un oggetto in base a ciò che non è, ma il senso è questo. Tutto ciò che appare "storto" è assimilabile ad una diagonale, ogni cosa che non è parallela ai lati della foto è una diagonale.

Capito cosa sono, vediamo di capire a cosa servono. Le diagonali sono elementi come detto "storti" e quindi permettono di destabilizzare l'osservatore, interrompono la staticità di una foto. Immaginiamo di fare una foto che abbia elementi solamente paralleli ai lati, si avrebbe un rettangolo nel rettangolo in pratica e questo indubbiamente non introduce dinamismo. I parallelismi infatti sono tutt'altro che dinamici, sebbene abbiano un loro importante significato in molte immagini.
La foto che utilizza Freeman con didascalia "Tensione Diagonale" è esattamente il significato dell'effetto delle diagonali. Questi elementi destabilizzanti, obliqui, storti, creano movimento, creano cioè dei piani su cui l'occhio dell'osservatore non si adagia.
La foto scelta dall'autore non è casuale e ci sono diversi elementi di movimento, che sono indicati con delle frecce. Come si nota c'è una forte interazione tra le diagonali, che contribuiscono a determinare movimento, sebbene una foto sia un'immagine statica.

In quella particolare foto Freeman ha usato un'ottica a focale corta, come da lui stesso dichiarato e ha usato la distorsione prospettica in modo creativo. Sappiamo benissimo infatti che le linee delle colonne nella realtà sono tutt'altro che storte, quindi la foto introduce un bell'artefatto, un falso se vogliamo, dal momento che le colonne sono notoriamente "dritte". Eppure il nostro occhio accetta ugualmente il fatto che siano storte, capisce lo stesso che sono colonne e anzi, grazie al dinamismo introdotto l'immagine si lascia guardare con interesse.

L'uso della prospettiva per introdurre dinamismo è un elemento molto importante e se usato bene, come nell'esempio di Freeman, permette di introdurre del dinamismo. Occhio però a non usarla in modo improprio. Se noi prendiamo un edificio e non scattiamo in bolla, dobbiamo essere certi che il nostro lavoro sia finalizzato a qualcosa, vale a dire che se vogliamo distorcere le linee, dobbiamo farlo con un senso. La distorsione, ovvero il fatto di mostrare qualcosa di diverso dal vero in modo così evidente, deve trovare giustificazione in qualcosa. Vediamo un altro esempio, di un mio scatto, in cui la distorsione aiuta:



Le colonne del Pantheon sappiamo bene che non sono così storte, qui in particolare abbiamo delle linee convergenti, ma l'averle distorte mi è servito per avere una spinta verso l'alto, dove ci sono delle altre diagonali (i bordi della facciata in alto) che spingono a loro volta verso la luna. Questa foto ha quindi una guida, un "verso di lettura". Cosa questa che sarebbe stato impossibile ottenere senza un'inquadratura dal basso.

Le diagonali possono essere ottenute però anche semplicemente inserendo nel fotogramma qualche elemento che sia inclinato di suo, senza dover necessariamente introdurre distorsione prospettica. E' ad esempio il caso della foto successiva, dove la freccia tenuta in mano dalla statua, funge da diagonale di spinta verso la luna, introducendo anche qua movimento. Come si nota però la foto è in asse, dal momento che non di sono distorsioni alla statua:



Le diagonali possono essere anche usate sfruttando le ombre, ovvero può accadere che le ombre siano appunto storte, non parallele od ortogonali al fotografo e allora possono essere utilizzate proprio come elementi guida e di riempimento:



Le diagonali però come detto vanno usate con molta attenzione, perché non basta storcere qualcosa. Vediamo alcuni esempi di foto distorte senza un senso, ovvero senza che questa distorsione aggiunga effettivamente qualcosa all'immagine, come nelle 3 mostrate precedentemente:


Questa foto, oltre che ad essere decisamente brutta, ha le linee distorte, ma a che pro? Cioè l'aver ripreso le linee non verticali dei palazzi, a che cosa ha portato? Guidano da qualche parte? Direi di no. Danno movimento? Bah, forse sta cadendo il palazzo, ma la cosa è decisamente poco interessante. In questo caso NON c'è assolutamente un senso nel distorcere le linee, non aggiungono niente di positivo alla foto queste diagonali, anzi forse è per colpa loro che la foto perde in valore.

Attenzione quindi ad utilizzare la macchina non in asse per introdurre le diagonali, spesso possiamo creare danni invece che aggiungere qualcosa alla foto stessa. Inoltre ricordo, come nella foto della statua con la freccia in mano, che spesso le diagonali già esistono, non tutti gli oggetti devono essere necessariamente dirtti e quindi possono essere introdotte nella foto senza stravolgimenti o inquadrature pericolose.

Per chiudere resta da porsi una domanda sempre circa le diagonali: è corretto far partire una diagonale da un angolo della foto? Ad esempio nella foto col suonatore di fisarmonica con le diagonali offerte dalle ombre, una parte dall'angolo in basso a sinistra. Occorre ricercare questo tipo di composizione? Le diagonali devono necessariamente partire dai vertici della foto?
Ho fatto varie volte la domanda anche a chi la fotografia la studia e la vive da anni e la risposta più bella, che riporto di seguito, è questa: "una modalità univoca non c'è, anche se in molti ritengono che sia troppo facile far partire una diagonale da uno degli spigoli della foto, rischieresti forse di ridurre un po' l'effetto del movimento o della spinta che cerchi. Ripeto però che spesse volte anche io faccio partire le diagonali dagli angoli. Alla fine forse dipende da foto a foto".

Sebbene sembri essere un po' diplomatica come risposta, senza assumere una posizione ben definita, contiene un elemento di riflessione ovvero quello che si rischierebbe di fare qualcosa di troppo facile, di prevedibile e che possa sottrarre movimento alla foto stessa. Prima di questa risposta ero maniacalmente intenzionato a far partire le diagonali dagli spigoli, devo dire però che provando anche a non farlo, le foto assumono lo stesso un dinamismo niente male. Come la penso alla fine? Ebbene, anche io dico che dipende da foto a foto; magari le scatto tutte e due e poi vedo.

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