EVIL: il futuro della fotografia?

     Le fotocamere reflex sono diffuse da tantissimo tempo e sicuramente questo modo di costruire le fotocamere è stato di enorme successo. Sia nell'era dell'analogico che del digitale infatti, sono state questo tipo di fotocamere ad essere interessate dagli aggiornamenti più importanti apportate dalle case produttrici, fatta eccezione per quei costruttori, ad esempio Leica, che non hanno adottato questo tipo di costruzione (salvo le nuove Reflex Digitali Leica).

Ma le reflex digitali, che sicuramente sono state la storia della fotografia, saranno anche il futuro? E' pensabile un nuovo sistema che porti più vantaggi e che magari possa rimpiazzare le reflex?
L'evoluzione della tecnologia ha portato a realizzare un nuovo formato, la cui sigla è EVIL, ovvero:

E: Electronic
V: Viewer
I: Interchangeable
L: Lens

In Italiano si traduce con Macchina fotografica ad ottiche intercambiabili e mirino elettronico. Sembra interessante, vediamo meglio di cosa si tratta.
Le reflex, come abbiamo visto, hanno uno schema di ottiche intercambiabili e fino a qua le cose sembra siano in pareggio. Posso cambiare ottiche sulle reflex, posso cambiarle sulle EVIL... i conti sembrano tornare.

Resta da analizzare la prima parte della sigla EVIL, ovvero "Mirino Elettronico". Il mirino di una reflex è costituito da un pentaprisma ad esempio, ovvero in generale il mirino di una reflex è ottico, sfrutta cioè i fenomeni di riflessione della luce per far vedere al fotografo cosa si sta inquadrando.
Le EVIL invece il mirino lo hanno elettronico. Che cosa cambia? Analizziamolo insieme...

Se sono ad ottiche intercambiabili, significa che ci sarà un obiettivo attraverso cui passa la luce e nella reflex ci aspettiamo che la luce arrivi sul primo specchio, quello che si alza quando si scatta. Nelle EVIL invece la luce va direttamente sul sensore, senza specchi.
Il sensore, tramite collegamento elettronico diretto col mirino, mostra al fotografo la scena inquadrata. Il mirino in questo caso è elettronico, cioè i nostri occhi guardano uno schermo, su cui viene proiettata l'immagine.
La cosa non è tanto diversa da quello che Nikon chiama Live View, ovvero la possibilità di inquadrare con una reflex usando lo schermo posteriore ed è quello che accade sulle compatte, dove si usa appunto lo schermo.

Proviamo allora a fare un riassunto fino ad adesso.
1. La luce passa nell'ottica, che ha un suo angolo di campo (inquadra quindi una certa scena)
2. La luce esce dell'obiettivo ed entra nella macchina fotografica, andando direttamente sul sensore
3. Il sensore "passa" al mirino elettronico le informazioni della scena e il fotografo può inquadrare


Analizziamo adesso quali sono i vantaggi che dà una soluzione del genere. In primis c'è il fatto che il mirino non è più dipendente dalla qualità del pentaprisma. Questo elemento infatti è cruciale nell'avere un buon mirino e le reflex più sono buone e più hanno pentaprismi di qualità, ma questo porta anche su il prezzo. E' vero che possono esistere mirini migliori o peggiori anche con le EVIL, infatti si possono montare schermi migliori o peggiori, ma la tecnologia è molto meno critica degli specchi.

Inoltre un mirino elettronico permette di "giocare" meglio. Prendiamo un mirino di una relfex odierna, in tutti modelli c'è una parte elettronica, che sta sotto la scena inquadrata. Ci sono indicati tempo e diaframma, eventuale compensazione dell'esposizione, l'esposimetro ecc ecc, ovvero tutta una serie di informazioni che vogliono aiutare il fotografo a capire cosa sarà catturato dallo scatto.
Il mirino elettronico invece realizza il cosiddetto "What You Get, Is What You See", ovvero quello che catturi con lo scatto è quello che vedi. Hai fatto una regolazione ad esempio del contrasto? Vedrai l'effetto immediatamente, cioè la scena nel mirino già contempla questo fattore e quindi permette di capire subito cosa sta accadendo.
Si può mostrare nel mirino l'istogramma della scena che si sta riprendendo per far capire da subito se occorre una compensazione o meno dell'esposizione e tutta una serie dei parametri che permettono di capire da subito che foto si sta catturando.
Con le reflex infatti, la prima cosa che si fa è quella di controllare la foto sul display dopo averla scattata. Com'è l'istogramma? Ci sono zone bruciate? Le dominanti sono state neutralizzate? Ecc ecc, con una EVIL invece lo si saprebbe prima di scattare.
Sia chiaro che anche le reflex incontrano il What You Get Is What You See, ma a meno di tutte le regolazioni elettroniche che possono essere mostrate in un mirino elettronico.

Il risultato è tutt'altro che banale, infatti in questo modo lo scatto sarebbe una "formalità" e rivedere la foto appena fatta diventerebbe un'operazione inutile, perché già prima di scattare l'abbiamo vista.

Inoltre quando si preme il pulsante di scatto su una EVIL non si alza nessuno specchio, si memorizza solamente ciò che già è arrivato sul sensore. Non ci sono quindi le vibrazioni meccaniche, nè tanto meno i tempi morti, infatti non si deve aspettare che lo specchio torni giù, visto che non c'è. Questo permette di avere raffiche molto più veloci. La Nikon D700 ad esempio è in grado di arrivare ad una raffica 5 fps con la batteria di serie, mentre montando quella della Nikon D3, è in grado di arrivare a 7fps. Più energia significa una raffica maggiore. Ma le EVIL superano abbondantemente questo valore, visto che il tempo da aspettare è solo quello di "scaricare" il sensore e trascriverlo sulla memoria.

Le EVIL poi hanno un tiraggio minore e quindi gli ingombri sono più ridotti. non essendoci lo specchio, non c'è motivo di fare corpi grandi. Salvo adattatori quindi le ottiche delle reflex non possono essere usati sulle EVIL, proprio per il tiraggio differente.


Le fotocamere EVIL però hanno anche dei contro, infatti come prima difficoltà si è incontrata quella di dover tenere acceso il sensore per poter inquadrare. Le reflex hanno batterie che durano molto di più delle compatte proprio perché non usando il monitor posteriore (salvo dove attivato dal fotografo se disponibile), hanno bisogno di poca energia per stare accese, mentre una EVIL no. Essendo tutto elettronico, serve corrente per alimentare i vari dispositivi e questo è indubbiamente in problema.

Altro problema è quello legato alla buona resa del mirino elettronico. Immaginate infatti che si deve ridurre da, ad esempio, 16 MP a 1 MP e questo mantenendo un buon livello di fedeltà. Inoltre per quanto riguarda i colori, il monitor deve avere uno schermo sufficientemente realistico, per evitare che vengano introdotti artefatti visivi. Sempre sul monitor elettronico una criticità non da poco è che quello che viene mostrato sia poi veramente confermato nella foto acquisita. Non è detto cioè che quello che si vede sia identico a quello che poi viene catturato, il tutto dipende dalla bontà del mirino elettronico.


Oggi il mercato vede sempre una maggior diffusione di questo tipo di macchine fotografiche, ma i grandi nomi, Nikon e Canon, ancora non hanno investito nei modelli top. La Nikon ad esempio ha realizzato la "Nikon 1", che però non può competere con una D4 o una D800. Il mondo dei professionisti quindi ancora non è stato interessato da questo fenomeno, diciamo che si sta prima provando sui grandi numeri di un pubblico generico, per poi valutare se effettivamente le ormai più che consolidate reflex di fascia top, possono essere rimpiazzate da questa tecnologia.
Sicuramente i presupposto per qualcosa di interessante ci sono e bisogna solamente stare affacciati alla finestra per capire cosa succederà. Se infatti si deciderà di portare le EVIL anche in fasce top, allora bisognerà anche sviluppare tutta un'industria di ottiche, che dovranno affiancare la qualità del corpo macchina, con un livello qualitativo altrettanto alto.

Nessun commento:

Posta un commento