Fill The Frame: riempire il fotogramma

    Un argomento rilevante che tratta Micheal Freeman ne "L'Occhio del Fotografo" è l'importanza di riempire il fotogramma. Questo aspetto è tutt'altro che trascurabile e anzi, permette di aggiungere alle foto qualcosa in più, per ottenere quella leggibilità e quella espressività che in caso contrario mancherebbe.

Il termine americano è appunto "Fill The Frame", ovvero lo sforzo che deve fare il fotografo nel cercare di non inserire spazi inutilmente vuoti intorno al/ai soggetto/i inquadrato/i.
Se volessimo scrivere una regola empirica potremmo dire che per ottenere il riempimento del fotogramma bisognerebbe usare la focale più lunga possibile senza arrivare a fare tagli che eliminerebbero dalla foto parti fondamentali.

Eh già, bisogna allungare la focale, ma questo non significa usare sempre un teleobiettivo o focali lunghe, si deve scegliere, come scritto, la focale più lunga possibile in relazione alla scena, senza fare tagli importanti.

I rischi che infatti si hanno davanti sono quelli legati a 2 possibili strade che si possono percorrere:

  1. Inquadrare con focale troppo corta
  2. Inquadrare con focale troppo lunga

Nel primo caso si avrebbe una foto che comprende talmente tante cose, compresi magari inutili spazi, che non aggiungono niente alla foto, che finiscono per fare un "mischione" tremendo che poi alla fine non permette di scegliere bene cosa guardare. Un esempio? Eccolo di seguito, con una quantità di cielo inutile posta sopra il paese:


A cosa serve tutto questo cielo? Assolutamente a niente, dal momento che non aggiunge assolutamente alcuna informazione alla foto. E' cielo, di colore uniforme, non ci sono quindi neanche nuvole che lo possano rendere interessante. Insomma... non va proprio...

Il secondo caso invece è quello in cui lo stringere troppo determina un netto taglio nella foto, limitando cioè il potere espressivo del soggetto, che non appare nella sua interezza, ma appunto tagliato. Ecco un esempio:


Come si nota in questa foto la barca è tagliata, non è intera e questo sicuramente non va. L'inquadratura è troppo stretta, avrebbe dovuto essere stata presa per intero.

E allora eccoci a parlare della regola empirica. Nella prima foto la focale che si è scelta è stata indubbiamente troppo corta, nonostante sia un 70mm, che notoriamente NON è una focale grandangolare. Ecco allora che non si deve prestare attenzione alla lunghezza focale assoluta, ma relativa. Bisogna cioè capire se effettivamente quello che si è scelto come obiettivo è appropriato alla scena che si sta riprendendo.

Quando si guarda nel mirino occorre stare attenti a guardare bene dovunque, muovendo la pupilla in tutto il frame, guardando cosa c'è negli angoli, quale soggetto si sta riprendendo, dove effettivamente finisce il soggetto che si sta inquadrando ecc ecc. Lasciare spazi vuoti non ha senso, così come tagliare troppo e allora andiamo a vedere qualche esempio che permetta invece di apprezzare il senso di riempire il frame fotografico. Partiamo proprio da Freeman, che nel suo libro mostra la foto "FILTRI CONTRO IL VERME DELLA GUINEA". In questa foto il lettore può notare come tutto sia riempito e il gesto che stanno facendo i due ragazzi è ben rappresentato e circostanziato. C'è una pozza, c'è dell'erba e i ragazzi . Non c'è altro... Se avesse stretto di più, si sarebbe avuto un taglio dei ragazzi e questo non sarebbe stato positivo, così come se avesse allargato, introducendo magari solo altra erba, che non avrebbe aggiunto un bel niente alla foto stessa.

Altri esempi sono riportati di seguito. Partiamo da un dettaglio, ovvero con una focale sufficientemente lunga si è voluto isolare questo elemento nautico:



Non ci sono spazi vuoti o inutili, si è catturato un dettaglio, un elemento specifico della barca. La focale usata in mm? Beh non me lo ricordo, ma posso anche dire che non me ne frega niente saperlo, infatti è stata funzionale allo scatto. Chi si interessa di un numero assoluto?? Questa è stata la focale più lunga possibile per riempire il fotogramma e non avere tagli che inficiassero il potere espressivo del soggetto.

Altro esempio? Eccolo di seguito, in cui la focale è la più lunga possibile per isolare la chiesa e i soggetti, senza fare tagli:


Nuovamente non ho il minimo interesse a sapere la focale in mm usata, ho ottenuto un riempimento della foto. Guardate in alto, non c'è inutile cielo sopra la croce, come ad esempio tutto quel cielo nella prima foto di Civita di Bagnoregio, con un cielo inutile. Non ci sono poi tagli, i soggetti umani sono tutti ben rappresentati, sono anche ben rappresentati gli elementi della chiesa. Insomma, la focale è stata scelta appositamente per riempire questo frame.

Un altro esempio è questa foto di Toronto, in cui si apprezza ancora una volta come si sia scelta la focale in modo tale da includere tutta la CN Tower, ma senza lasciare ulteriore spazio sopra:



Anche qua, come già detto, non ho il minimo interesse a sapere la focale usata, è servita a chiudere sulla CN Tower, basta. Non serve sapere altro.

Come mostrato in diverse foto, il riempire il fotogramma è molto importante e vale in qualsiasi genere. Sono stati mostrati infatti solo alcuni esempi che riguardano le foto all'aperto, ma questo vale anche per la fotografia di studio, come ad esempio nei ritratti, evitando di mettere troppa aria sopra il soggetto o nello still life, evitando di affogare l'oggetto ripreso in un mare di inutile spazio.

Provate a ragionare per i prossimi scatti con questa finalità, noterete che le vostre foto avranno tutt'altra espressività!!

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