L'occhio del fotografo - La linea dell'orizzonte

     Dopo aver parlato della suddivisione dell'inquadratura  e dopo aver detto che la linea dell'orizzonte è una delle possibili e più immediate forme di suddivisione dell'inquadratura stessa, è il caso di spendere due parole. Freeman gli dedica infatti un capitolo in cui mostra quali siano i possibili scenari.

In  molti paesaggi dove la linea dell'orizzonte è l'elemento predominante la sua posizione è tutt'altro che trascurabile, non è affatto banale decidere dove deve stare, per dare più enfasi a quello che gli sta sopra o sotto.
Le scelte che possono essere fatte, se è vero che possono essere infinite, devono essere comunque guidate da qualcosa. Anche qui dobbiamo introdurre dei discriminanti per rendere lecite alcune posizioni.
In modo istintivo viene spontaneo piazzare la linea in basso, per dare un senso di stabilità, ma riprendendo quanto descritto nel post sulla suddivisione dell'inquadratura, possiamo riferirci ad una di queste scelte. Ad esempio possiamo adottare la regola dei terzi, dando più spazio al cielo o al terreno.

Per fare questa scelta va considerato cosa effettivamente c'è sopra la linea dell'orizzonte e cosa c'è sotto. Un cielo senza nuvole, piatto, potrebbe essere troppo banale per dedicargli 2/3 di inquadratura, ma allo stesso tempo un paesaggio banale può trarre giovamento dall'inclusione di un cielo minaccioso o con texture interessanti di nuvolette.
Le due immagini che usa Freeman "Prediligere il cielo" e "Trascurare il cielo" ne sono un limpido esempio, ovvero quando è più parlante cosa c'è sopra e sotto l'orizzonte.

Fornendo altri esempi si prenda questa foto fatta i un tramonto invernale al Porto di Ostia:



In questa scena è decisamente molto più interessante cosa sta accadendo al di sotto della linea dell'orizzonte e quindi ho scelto di abbassare l'inquadratura fino a tenere in campo gli alberi delle navi ormeggiate sulla destra. Non ho seguito la regola dei terzi in modo preciso, sta volta hanno guidato i pali delle barche, ma in ogni caso la linea dell'orizzonte è stata alzata per lasciare spazio a quanto avviene nella parte bassa.

Quest'altra foto invece è stata fatta sempre ad un tramonto, ma con la linea dell'orizzonte decisamente abbassata. Si tratta di uno scatto fatto dal belvedere di Montefiascone con la terrazza che affaccia sul Lago di Bolsena. In questo caso la linea dell'orizzonte alta mi serve per avere la diagonale tra l'isola in basso a destra e il sole in alto a sinistra. Lo scatto è stato fatto con un 180mm:



Ma la linea dell'orizzonte può anche essere posta al centro ed in particolare quando si vuole dare la stessa importanza ad entrambi i settori. Lo scatto seguente, fatto a Toronto al tramonto ne è un esempio lampante: non volevo tagliare i palazzi o il cielo ma neanche i riflessi sul lago e allora ho collocato la linea al centro. Il risultato è altrettanto efficace:


Per quanto possa essere banale la conclusione di questo post, ancora una volta non esiste una regola che vale sempre. Le fotografie sono troppo diverse l'una dall'altra per poter generalizzare una regola universale. Ci sono però dei concetti che vanno conosciuti per adattarsi al singolo contesto e nei tre esempi che ho fornito prima e soprattutto con quelli che fornisce anche Freeman, è possibile avere un quadro sufficientemente completo da ricordarsi e da applicare in funzione del singolo scatto.

1 commento:

  1. Salve,
    Ti volevo raccontare di un progetto fotografico che forse ti interessa. Anche se non ti interessa personalmente di participare volevo chiedere se potresti condividere con altri amanti di fotografia.

    Trovi tutto info necessario nel nostro blog: http://365italia.blogspot.it/

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