Attenzione alla banalità

     Di foto ad oggi se ne possono contare credo miliardi di miliardi e bene o male tutto è stato fotografato già e uno dei rischi che spesso si corrono è quello della banalità.

Uno scatto banale è molto probabile e tutti prima o poi ne fanno (e più di 1 sia chiaro). Quante volte tornate dalle vacanze con le schede piene e poi quando guardate le foto, scoprite che tante non sono poi tanto efficaci? Accade a tutti, accade a me come accade al professionista che durante un servizio magari ne scatta qualcuna sotto tono.

Ma diamo una definizione, è possibile cioè provare a trovare dei criteri per cui una foto è banale? Onestamente è impossibile generalizzare dicendo TUTTO ciò che una foto non deve avere, si possono identificare piuttosto delle caratteristiche generali. Vediamo quali.

Il primo punto da considerare è il seguente. Immaginate di trovarvi un vacanza sulle Alpi, a oltre 2000 metri, di aver fatto una passeggiata faticosa e di essere arrivati finalmente alla meta. Soffia quella brezza fresca che vi ristora, finalmente avete il paesaggio davanti a voi e fate uno scatto come questo:



In tutta onestà devo dire che questo è uno dei miei scatti peggiori (ma il peggiore in assoluto ve lo mostro più avanti)... Che cosa c'è da mostrare in questa foto? C'è un sacco di prato, bruttino pure, qualcosa di simile ad un paese (in realtà e Brunico) ma tutto mischiato, impastato, insomma non si capisce granché bene, è più infatti una macchia che interrompe il verde. Poi ci sono sti cavi della seggiovia...
Ma la foto non colpisce, non riesce ad essere efficace...

Immaginate infatti questa situazione... Oggi sulla rete, e questo blog ne è la dimostrazione, si possono mostrare foto a chiunque e per chiunque intendo che ognuno le vede nel proprio specifico contesto. Immaginate quindi che ci sta chi le vede la sera a casa dopo una giornata pesante al lavoro o dopo che ha litigato con qualcuno o dopo che ha trovato traffico e quindi gli girano, la vede che di straforo ruba 5 minuti al lavoro e butta uno sguardo su Ale Photography Blog, la vedono all'estero, la vede gente che abita al mare che non è mai stata in montagna... insomma potrei andare avanti per ore...
Tutto ciò è per indicare che quelle emozioni che io ho provato quando sono arrivato al rifugio, quelle sensazioni che io vivevo, non le vive certo chi le vede da casa e quindi non è facilitato dal ricordo nel guardare questa foto. Non riesce ad apprezzare il contesto di quando è stata scattata e se la foto "non acchiappa", cioè se non riesce ad essere efficace, comunicativa, c'è poco da fare... non sarà mai guardata con interesse, non sarà mai apprezzata. Per me questa foto è la conquista della vetta di Plan de Corones, ma per gli altri è una cosa vuota, con talmente tanta roba dentro, che non c'è niente di preciso da guardare.

In linea con questo discorso vi mostro quello che con orgoglio ritengo essere il Number 1 dei miei orrori, uno scatto che fa veramente SCHIFO. Eccolo qua, l'inno al niente:


Questa foto non ha proprio niente, assolutamente pessima ed è un nuovo esempio di come la foto debba avere dei contenuti per poter essere apprezzata. Io questa foto ancora me la ricordo, ero uscito da un periodo di esami pesantissimo e mi sono andato a fare 4 passi al mare. La conquista della libertà per un pomeriggio è stata, ma queste sono cose solo mie, ovvero chi guarda la foto non ha assolutamente modo di viverle allo stesso tempo. Anzi magari chi guarda la foto sta a casa in malattia col piede rotto e dolorante... O peggio ancora odia il mare.
Sto estremizzando ovviamente, ma il concetto è quello di evitare che si pensi che una foto è bella, solamente perché quando l'abbiamo scattata ci sentivamo bene o avevamo un mood particolarmente positivo. Questo è il concetto di foto banale...

Un altro esempio che io ho visto tantissime volte, direi quasi che è la norma, riguarda le foto dall'Africa e adesso vi spiego il perché. Partiamo da una considerazione: il mare. Argomento inflazionato, visto e rivisto, arcinoto, stra fotografato... Se io mi cimento in una foto al mare, si comprende bene che mi scontro con una serie di predecessori che già hanno fatto foto a questo soggetto molto efficaci e quindi il rischio di tirare fuori qualcosa di buono è altissimo.
Infatti immaginate se questo schifo di foto al mare che ho postato fosse stata la prima foto della storia al mare. Avrei ricevuto un'ovazione, curve di stadio a fare la ola, cortei con majorette, insomma sarei stato il precursore di qualcosa di nuovo, di insolito.

Ecco le foto in Africa sono allo stesso livello, vale a dire che il paesaggio africano è decisamente diverso dal centro storico di Frosinone o quello di Mantova, la savana è qualcosa di diverso delle risaie piemontesi, cioè è tutto un mondo che ai nostri occhi è insolito. Chi è che andando a fare 4 passi non si trova un zebra al semaforo?
Questo fatto di ritrarre l'inusuale spesso porta proprio alla fiera della banalità. Eh già perché facendo una foto ad una zebra o ad felino africano, c'è già tanto di diverso in quello scatto che sembra quasi non servire altro.
Vi riporto uno scambio di pareri che ho avuto con una persona che è andata a fare il safari in Africa. Attrezzatura da grido (penso costasse più l'attrezzatura fotografica del viaggio), posto indubbiamente stupendo, ma foto inguardabili. Ad una osservazione circa gli errori grossolani (ricordo benissimo quella di un felino su un albero ritratto in modo impietoso) la sua risposta è stata del tipo <guarda che non è facile fare foto ad un ghepardo> (ammettendo che sia un ghepardo).
Non lo metto in dubbio che sia difficile, ma se posti una foto che è sbagliata, con zampe e coda tagliata, non puoi aspettarti che la gente che la guarda la apprezzi solo perché c'è un ghepardo ed è difficile.
Generalizzando vi posso dire che anche lo still life è difficile, però quando io sbaglio una foto non la sbandiero ai 4 venti imponendo che sia bella solo perché il genere è difficile...

Insomma si deve sempre prestare attenzione alla fotografia nelle sue regole generali, per qualsiasi scatto. Il contenuto deve essere parlante, accattivante, non basta che sia diverso. Ho citato infatti le foto in Africa, ma questo accade per tutti gli altri Paesi nel mondo con culture diverse dalla nostra (Cina, India, Giappone ecc). Non basta catturare il diverso, va anche reso bene. Altrimenti in Italia avremmo tutti fenomeni quelli che sono stati in Sri Lanka o in Sri Lanka si avrebbero come fenomeni quelli che hanno fatto un viaggio in Italia no??

Se mi è permesso un consiglio, quello che ripeto a me ogni volta, è quello di cercare di astrarsi il più possibile dopo aver fatto una foto, cercate di mettervi nei panni di chi la guarderà senza sapere come e quando e perché l'avete scattata. Prendete dei perché, considerate delle motivazioni che potete sostenere nella vostra foto. Siate voi i primi critici delle foto.

Non è facile, si sbaglia, si continuerà a sbagliare, ma al solito l'importante è capire o propri errori per poterli evitare la volta successiva...

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