L'Occhio del Fotografo - Il Contrasto


     Ed eccoci arrivato al primo argomento del secondo capitolo de “L’occhio del Fotografo” di Michael Freeman. Si inizia insomma a parlare di sostanza, di “ciccia”, ovvero gli argomenti iniziano ad essere ancora più interessanti. Senza togliere nulla infatti al capitolo 1, si inizia ad entrare nella foto, ragionando più in dettaglio su cosa ci deve o ci può cadere dentro.
Questo post tratta del Contrasto, che attenzione è da intendere come concetto generale e non solo come differenza massima di luminosità tra il punto più chiaro o il punto più scuro. Nell’introduzione al capitolo 2 Freeman definisce il contrasto come uno dei due principi fondamentali della composizione, insieme al bilanciamento e viene definito come quella caratteristica che “accentua la differenza tra gli elementi grafici di un’immagine”.
Più che di contrasto (al singolare) sarebbe più opportuno parlare di contrasti (al plurale), infatti queste contrapposizioni possono esistere tra luci ed ombre, oppure nei colori o nelle forme.
Più volte nel mio blog ho scritto che prima di iniziare a scattare, prima di mettersi la macchina fotografica davanti agli occhi, occorre prima analizzare la scena. Bene, adesso possiamo analizzarla in base a questo nuovo concetto dei contrasti. Ad esempio esistono in ciò che stiamo guardando contrapposizioni tra oggetti grandi e piccoli? Ne esistono invece tra oggetti lunghi e corti? Esistono contrasti tra le direzioni? Ci sono contrasti di texture (ad esempio una contrapposizione di tipo liscio/ruvido)?
I tipi di contrasto che vanno ricercati nella scena che si ha davanti sono legati a tutto quello che può essere messo in contrapposizione, anche “concettuale”, quindi ad esempio ci può essere un contrasto tra tradizionale e moderno, oppure tra rumoroso e silenzioso, come suggerisce Freeman.

Vediamo qualche esempio dei contrasti che sono stati descritti, ad esempio iniziando contrapponendo antico e moderno in termini di arte, infatti in questa foto fatta al Colosseo si vede una statua di matrice moderna:


La prossima foto è un contrasto concettuale tra un cartello che invita ad entrare ed una serranda che invece sbarra l’accesso:


Un altro esempio di contrasto è il seguente, dove potete notare il figaccione in mutande e la tizia tutta imbacuccata per la neve:


Una parola ulteriore va spesa su qualcuna delle immagini che riporta Freeman nel suo libro e per far questo partirei dalla foto con didascalia “CONTRASTATO”. In questa immagine si può notare come si abbia innanzi tutto una bella definizione per via dell’aria limpida, come detto dall’autore e poi appare evidente il contrasto dettato da un fatto molto importante, da non sottovalutare assolutamente: le rocce ed il cielo sono gialle e blu rispettivamente, ovvero sono agli opposti dello stesso canale cromatico, sono cioè colori per i quali si ha un contrasto enorme, possiamo infatti dire che l’uno è “il contrario” dell’altro, in quanto blu e giallo sono colori complementari.
L’altra che sicuramente mostra i contrasti è quella con didascalia “TENUE/SGARGIANTE”, dove si vede sempre nei colori la differenza tra i colori rosa del ciliegio, indubbiamente delicati, contrapposti a dei cartelloni pubblicitari con colori accesi. In questi due casi ad esempio sono stati i colori che hanno valorizzato il contrasto, mentre nel primo esempio proposto, quello della foto al Colosseo, l’aver adottato il bianco e nero, ha invece conferito maggiore risalto alla contrapposizione moderno/antico. Già quindi da questo banalissimo esempio si può notare come non esista una regola generale per avere una contrapposizione, di volta in volta si deve adeguare al contesto la tecnica da usare.

Questi ovviamente sono i concetti base, quelli che vengono subito in mente pensando ai contrasti, ma sono  un fondamentale elemento che va tenuto nella massima considerazione. Può bastare infatti mettere in luce un contrasto nella foto ed ecco che magari si fare Bingo!

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